Addio android sul fire tv stick, amazon sceglie la via proprietaria
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Può sembrare una scelta puramente tecnica, quella di cambiare il cuore pulsante di una chiavetta HDMI, ma quando un colosso come Amazon decide di abbandonare Android – il sistema operativo che ha reso celebri i suoi dispositivi di streaming – per un’alternativa interna, le implicazioni sono tutt’altro che marginali. Il nuovo Fire TV Stick HD, recentemente presentato e destinato a sostituire gradualmente i modelli precedenti sul mercato, non gira più sotto Fire OS (la versione personalizzata di Android che abbiamo conosciuto per anni) bensì sotto Vega OS, un sistema operativo proprietario basato su Linux. La conferma, arrivata direttamente da Amazon a testate specializzate come 9to5Google e Lowpass, ha spazzato via ogni dubbio residuo: non si tratta di un test o di una sperimentazione, bensì di una svolta definitiva che riguarderà tutti i prossimi Fire TV Stick in arrivo.
L’addio a un ecosistema collaudato
La chiavetta, che in Italia sarà disponibile a breve al prezzo di 49,99 euro, rappresenta quindi il secondo dispositivo (dopo il Fire TV Stick 4K Select dello scorso autunno) a montare il nuovo firmware. Per l’utente medio, che utilizza il dispositivo esclusivamente per Netflix, Prime Video o Disney+, il passaggio potrebbe passare quasi inosservato: l’interfaccia grafica, come hanno potuto constatare i giornalisti presenti all’anteprima di Londra, mantiene una somiglianza impressionante con la precedente, migliorando anzi in fluidità e velocità di navigazione. Tuttavia, sotto la superficie, la rivoluzione è radicale. Abbandonando il codice open source di Google, Amazon si libera di alcune dipendenze tecnologiche, ma lo fa a costo di sacrificare una delle funzioni più amate dagli appassionati: lo sideloading, ovvero la possibilità di installare applicazioni provenienti da fonti esterne allo store ufficiale.
Prestazioni e autonomia: il compromesso del design
Non è solo il software, però, a essere stato rivoluzionato. Durante l’evento stampa nella capitale britannica, a cui abbiamo partecipato in esclusiva, è emerso con chiarezza come Amazon abbia voluto ripensare anche l’hardware per risolvere un problema storico di questi dispositivi: l’ingombro. Il nuovo modello si presenta infatti più sottile del 30% rispetto al predecessore, una riduzione che, se letta sulla carta, sembra irrilevante, ma che dietro al televisore fa la differenza in termini di spazio e adattabilità. La modifica più sostanziale, e forse la più discussa, riguarda però l’alimentazione: Amazon ha eliminato l’alimentatore esterno dalla confezione. La Fire TV Stick HD, ora, si alimenta direttamente attraverso la porta USB del televisore. Una scelta che semplifica la gestione dei cavi – e chi ha un mobile TV sa quanto anche un solo cavo in meno possa migliorare l’estetica – ma che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: non tutti i televisori, specie i modelli meno recenti, erogano corrente sufficiente dalla porta USB per garantire un funzionamento stabile durante operazioni pesanti come gli aggiornamenti software.
Le implicazioni sul mercato italiano
Nonostante l’addio ad Android rappresenti una chiusura a un ecosistema di sviluppatori consolidato, Amazon sembra determinata a procedere su questa strada senza possibilità di ritorno. La conferma arriva non solo dalle dichiarazioni ufficiali, ma anche dalla logica industriale: controllare completamente il sistema operativo significa poter ottimizzare le prestazioni per l’hardware specifico, come dimostra il supporto al Wi-Fi 6 e al Bluetooth 5.3 integrati nel nuovo chip. In Italia, l’arrivo della chiavetta è previsto in concomitanza con il lancio di Alexa+, la versione potenziata dall’intelligenza artificiale dell’assistente vocale, sebbene al momento non sia chiaro se tutte le funzionalità conversazionali avanzate saranno disponibili sin da subito nel nostro paese. Chi sperava in un ripensamento, però, deve fare i conti con la realtà: Amazon ha già confermato che i futuri modelli seguiranno la stessa linea, rendendo di fatto Vega OS lo standard per lo streaming targato Bezos.




