WhatsApp zero-click su iPhone, l’allarme riguarda i vecchi dispositivi non aggiornati
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Gli attacchi zero-click su WhatsApp per iOS stanno interessando gli iPhone che non hanno ricevuto gli ultimi aggiornamenti di sicurezza, con vulnerabilità legate alle versioni non aggiornate del sistema operativo Apple e dell’app di messaggistica. La nuova ondata di compromissioni degli account WhatsApp è stata segnalata dalla Polizia di Stato e riguarda casi in cui il dispositivo può essere colpito senza che l’utente debba compiere alcuna azione. L’allerta riguarda quindi soprattutto gli smartphone Apple rimasti con versioni prive degli aggiornamenti necessari e mette al centro il rischio di accessi non autorizzati agli account.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia Postale, le modalità individuate sono riconducibili ai cosiddetti attacchi “zero click”, una tecnica nella quale la vittima non deve necessariamente aprire un collegamento, rispondere a un messaggio o eseguire un’azione specifica per subire la compromissione. Le vulnerabilità indicate riguardano versioni non aggiornate di iOS e dell’app WhatsApp installata sui dispositivi Apple. L’avviso ha portato attenzione su un fenomeno che, secondo Paolo Dal Checco, consulente informatico forense e Ceo della società Forenser, era già stato oggetto di analisi da parte del suo team.
La nuova allerta della Polizia Postale sugli account WhatsApp
La Polizia di Stato ha segnalato una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp, evidenziando che in alcuni casi gli attacchi possono avvenire senza un intervento diretto dell’utilizzatore. Il problema riguarda dispositivi Apple con sistemi operativi iOS e applicazioni WhatsApp non aggiornati, una condizione che può lasciare aperte vulnerabilità sfruttabili dai criminali informatici. L’allerta nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione degli utenti sulle conseguenze legate all’utilizzo di versioni obsolete dei software.
Una volta ottenuto l’accesso a un account WhatsApp, i criminali possono utilizzarlo per inviare messaggi fingendosi una persona conosciuta dalla vittima. La Polizia di Stato ha spiegato che i truffatori possono presentarsi come un familiare o un amico e chiedere denaro, simulando una situazione di emergenza. Il rischio non riguarda quindi soltanto la perdita di controllo del profilo, ma anche l’utilizzo dell’identità digitale del proprietario dell’account per tentare nuovi raggiri attraverso contatti già presenti nella rubrica.
I casi di truffa attraverso profili WhatsApp compromessi
Le segnalazioni relative a messaggi sospetti inviati da profili WhatsApp compromessi hanno riguardato anche episodi registrati a Lamezia Terme, dopo l’allarme diffuso nei giorni precedenti dalla polizia e dalle forze dell’ordine sulle nuove modalità di raggiro online. In questi casi, il messaggio può arrivare apparentemente da un contatto conosciuto, creando un falso senso di affidabilità per chi lo riceve. La provenienza da un numero presente in rubrica non rappresenta quindi una garanzia dell’autenticità della richiesta.
La Polizia ha evidenziato che dietro un messaggio inviato da un contatto WhatsApp abituale può nascondersi un tentativo di truffa, soprattutto quando viene avanzata una richiesta di denaro legata a un’emergenza improvvisa. Gli attacchi zero-click e le successive attività fraudolente mostrano due aspetti collegati: da una parte la possibilità di compromettere account attraverso vulnerabilità software, dall’altra l’uso dei profili violati per raggiungere altre persone con comunicazioni apparentemente credibili.
Perché gli aggiornamenti di iOS e WhatsApp diventano centrali
La vicenda evidenzia il ruolo degli aggiornamenti di sicurezza per i dispositivi Apple e per le applicazioni installate. Le vulnerabilità indicate nell’allerta riguardano infatti versioni non aggiornate di iOS e WhatsApp, cioè ambienti software nei quali possono rimanere presenti problemi già individuati. L’attenzione degli esperti e delle autorità si concentra quindi sui vecchi iPhone che non dispongono degli aggiornamenti necessari e che possono essere più esposti a questo tipo di compromissioni.
Paolo Dal Checco ha sottolineato l’importanza della pubblicazione dell’avviso della Polizia Postale sugli attacchi zero-click a WhatsApp, definendolo un passaggio che dà maggiore concretezza e istituzionalità a un fenomeno già analizzato dal team Forenser. La segnalazione delle autorità mette così in evidenza la necessità di considerare con attenzione lo stato di aggiornamento dei dispositivi e delle applicazioni utilizzate quotidianamente per comunicare.
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