Luciano Darderi vince l’Atp di Santiago, quinto Titolo sulla terra battuta in due stagioni: superato anche Alcaraz

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settimana del tennis italiano, già illuminata dal successo di Flavio Cobolli ad Acapulco, si è chiusa con un altro sigillo, arrivato dall’altra parte del continente americano. Luciano Darderi, numero 21 del ranking mondiale e seconda testa di serie del tabellone, ha conquistato l’Atp 250 di Santiago del Cile, imponendosi sul tedesco Yannick Hanfmann con il punteggio di 7-6(6) 7-5 in una finale che, al di là dei due set, ha riservato più di un momento di tensione. L’azzurro, nato in Argentina ma ormai punto fermo della spedizione italiana, ha così messo in bacheca il quinto trofeo della carriera, tutti raccolti – particolare tutt’altro che secondario – sulla terra battuta.

Il dato, a ben guardare, assume contorni statistici di un certo rilievo. Considerando l’arco temporale che va dall’inizio della stagione 2024 a oggi, nessuno nel circuito maggiore ha vinto più di Darderi su questa superficie: i cinque titoli dell’italo-argentino rappresentano una cifra che gli consente di scavalcare persino Carlos Alcarazzo, il murciano che di trofei sulla terra ne ha collezionati quattro, e di staccare nettamente lo specialista argentino Sebastian Baez, fermo a tre. Un primato che certifica la crescita esponenziale di un giocatore che, a 24 anni, ha fatto della polvere di mattone il suo regno, imponendo un tennis solido e con pochi cedimenti.

La finale contro Hanfmann, numero 81 Atp, è stata una battaglia giocata sui dettagli, come spesso accade quando si alza il sipario sull’atto conclusivo di un torneo. Nel primo parziale Darderi ha dovuto annullare più di una situazione di svantaggio, salvandosi ai vantaggi e portando a casa il tie-break con il sangue freddo di chi ormai queste partite le ha imparate a gestire. Nel secondo set, invece, la reazione è arrivata dopo un iniziale break subito: l’azzurro ha serrato i ranghi, alzato il ritmo nei momenti cruciali e piazzato lo strappo decisivo nel dodicesimo game, quello che ha chiuso i conti e lo ha fatto precipitare sull’argille cilene in un’esultanza liberatoria, quasi catartica.

La classifica e un dato che fa riflettere: Darderi e il primato delle vittorie

Oltre ai titoli, a colpire è la continuità. Con questo successo, Darderi sale a quota 48 partite vinte da inizio 2024, un bottino che lo rende il secondo giocatore del circuito per numero di successi in questo lasso di tempo: soltanto l’argentino Francisco Cerundolo, forte delle 49 vittorie, lo precede in questa speciale graduatoria. Un ruolino di marcia che spiega bene perché il nativo di Villa Gesell sia entrato stabilmente tra i primi ventuno del mondo, consolidando una posizione che lo rende, al momento, la quarta racchetta italiana dietro a Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e allo stesso Cobolli.

A Santiago, Darderi si è presentato con i favori del pronostico e non ha tradito le attese, dimostrando però di aver imparato a vincere anche quando il gioco non fluisce al meglio. Hanfmann, dal canto suo, ha lottato con grande dignità, sfruttando l’altitudine e l’aggressività dei suoi colpi, ma alla fine ha dovuto arrendersi alla maggiore solidità di un avversario che sulla terra, ormai, si muove con l’istinto di un pesce nell’acqua. Il torneo cileno, che chiude la breve tournée sudamericana sul rosso, ha regalato all’Italia una domenica da incorniciare, la quinta nell’Era Open in cui due azzurri alzano un trofeo Atp nella stessa settimana.

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