Il derby Roma-Lazio si giocherà domenica alle 12, trovata l’intesa dopo il caos

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La resa dei conti, almeno quella burocratica, ha un orario inedito. Il derby della Capitale tra Roma e Lazio, insieme alle altre quattro gare che condizionano la corsa alla Champions League (Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli), si giocherà domenica 17 maggio alle 12.00. La decisione, maturata al termine di un vertice convocato in prefettura nel tardo pomeriggio, ha messo fine a giorni di tensione istituzionale che avevano rischiato di stravolgere il calendario della 37esima giornata. Alla base dell’accordo, la volontà di scongiurare l’ipotesi del rinvio a lunedì sera, una soluzione caldeggiata inizialmente dalle autorità per motivi di ordine pubblico ma osteggiata frontalmente dalla Lega Serie A.

Lo scontro istituzionale e il ruolo del Tar

La svolta è arrivata dopo che il Tar del Lazio ha scelto di non emettere una pronuncia immediata sul ricorso d’urgenza presentato dalla Lega, rinviando invece la questione all’Avvocatura di Stato e spingendo le parti verso una mediazione diretta. Era stato proprio il braccio di ferro tra la Lega e la Prefettura di Roma a generare il caos organizzativo: da una parte, il prefetto Lamberto Giannini (affiancato dal questore Roberto Massucci) aveva posto il veto sulla contemporaneità tra il calcio d’inizio del derby e la finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico, evento che avrebbe riversato decine di migliaia di persone nello stesso quadrante cittadino, con la presenza annunciata del capo dello Stato. Dall’altra, la Lega Serie A, attraverso il suo apparato, ha difeso con le unghie e con i denti il principio della contemporaneità, necessario – a loro dire – per garantire l’integrità sportiva del torneo e non falsare la lotta per un posto nella massima competizione europea.

Le pressioni e la soluzione di mediazione

A pesare sull’esito del vertice non sono state solo le valutazioni sulla sicurezza, ma anche la protesta organizzata dei tifosi. La curva giallorossa aveva infatti annunciato il vuoto dello stadio in caso di spostamento della stracittadina all’orario poco gradito delle 20.45 di lunedì. Alla fine, dopo un confronto che ha visto coinvolti anche Sport e Salute e gli organizzatori del torneo di tennis, ha preso la mediazione. Si è deciso così di anticipare la sfida dell’Olimpico alle 12.00, mantenendo la data della domenica (salvaguardando quindi i palinsesti televisivi e la contemporaneità con le altre partite in programma) ma scaglionandola rispetto alla finale maschile del tennis, che come da programma scatterà alle 17.00. Un orario, quello delle 12.00, definito da molti come un “lunch match” atipico per una sfida dal tale carico emotivo, ma che ha rappresentato l’unica via d’uscita per uscire dall’impasse.

I retroscena di una vicenda che espone il sistema

Non sono mancate, nel frattempo, le bordate polemiche. L’allenatore della Lazio, come riferito da fonti vicine alla squadra, aveva espresso tutto il suo disappunto, arrivando a ipotizzare scenari di rottura radicali se la partita fosse stata collocata in un orario che avrebbe stravolto le consuete abitudini di preparazione. La vicenda, nel suo complesso, ha messo in luce una gestione pasticciata degli eventi da parte delle massime cariche del calcio italiano e delle istituzioni locali; nonostante la concomitanza con gli Internazionali fosse nota da mesi, solo nelle ore decisive si è trovata una quadra, con la Lega che ha perso quattro giorni per spostare il match di sole trenta minuti. Per garantire la sicurezza, vista la compressione degli orari, il dispositivo di controllo sarà comunque potenziato, così come richiesto durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Per i tifosi, intanto, resta la beffa di doversi presentare allo stadio in orario di pranzo, in una Capitale che per quella domenica si prepara a gestire un flusso doppio di appassionati tra campo da tennis e gradoni del calcio.

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