Musetti e la sfida di Toronto: "Spero di essere una Ferrari, difficile da guidare ma potente"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lorenzo Musetti, fresco di testa di serie numero 3 al National Bank Open di Toronto – la più alta mai ottenuta in un Masters 1000 – ha scelto una metafora automobilistica per descrivere il suo approccio al torneo. "Speriamo di essere una Ferrari qui", ha dichiarato, riferendosi alla 458, la sua auto preferita secondo il profilo ATP. "Una Ferrari è complicata da guidare, proprio come me. A volte il mio tennis è altrettanto imprevedibile".

Il cemento non è la superficie ideale per il tennista carrarese, che tuttavia vede nel torneo canadese un’opportunità da sfruttare, soprattutto in assenza di big come Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, tutti fuori per diversi motivi. Una defezione che, se da un lato riduce il prestigio dell’evento, dall’altro apre scenari inediti per chi, come Musetti, punta a consolidare la propria posizione nel ranking.

Quella di Toronto è una tappa storica, una delle più antiche del circuito, con uomini e donne che si alternano tra Ontario e Québec. Quest’anno, il tabellone maschile si gioca nella metropoli canadese, e l’azzurro – attualmente numero due in Italia – sa di poter ambire a un risultato di rilievo. "Non è il mio habitat naturale, ma se trovo il giusto equilibrio posso essere pericoloso", ha aggiunto, sottolineando come la sua carriera, proprio come una sportiva di Maranello, abbia bisogno di precisione e potenza.

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