Modric e il Milan: un innamoramento che viene da lontano, tra dubbi e possibili rivoluzioni
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Redazione Sport
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Luka Modric, che a settembre spegnerà quaranta candeline, si prepara a chiudere un capitolo glorioso con il Real Madrid, dove ha collezionato cinque Champions League e un Pallone d’Oro nel 2018, per affrontare una nuova avventura che ha il sapore di un ritorno alle origini. Il Milan, infatti, non è solo una scelta dettata dalla carriera, ma anche dal cuore: il croato, da bambino, sognava i rossoneri di Sacchi e Capello, quelli di Boban e Savićević, che dominavano l’Europa con un calcio rivoluzionario.
L’accordo, ormai imminente, prevede un contratto annuale da 3,5 milioni più bonus, con un’opzione per il secondo anno. Una cifra lontana dagli ingaggi stellari a cui Modric era abituato a Madrid, ma che dimostra come la priorità per lui non sia più l’aspetto economico. L’obiettivo, piuttosto, è arrivare al Mondiale 2026 nelle migliori condizioni possibili, continuando a giocare in un contesto stimolante.
La scelta del Milan, però, non ha convinto tutti. Arrigo Sacchi, storico allenatore rossonero, ha espresso perplessità sulle pagine della «Gazzetta dello Sport»: «Puntare su un giocatore di quarant’anni è un azzardo. Di solito si costruisce con i giovani, soprattutto quando si deve ridare entusiasmo a una tifoseria delusa». Eppure, il tecnico sembra sottovalutare la versatilità di Modric, che negli anni ha dimostrato di poter ricoprire qualsiasi ruolo a centrocampo.
Ancelotti lo ha utilizzato sia come regista in un doppio pivot sia come mezzala avanzata, mentre Zidane lo preferiva in costruzione, con la libertà di inserirsi tra le linee. Allegri, probabilmente, lo schiererà in mediana, sfruttandone la capacità di dettare i tempi e di alzare la qualità del gioco in fase di possesso. Ma nessuno esclude che, in certi frangenti, possa diventare un trequartista improvvisato, data la sua visione di gioco e la precisione nei passaggi filtranti.




