Ducati e la Desmo250 MX: l’attacco alla categoria regina del motocross parte dai 15.000 giri

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non c’è due senza tre, si diceva una volta, e in casa Ducati sembra proprio che questo adagio sia stato preso alla lettera, se è vero che dopo la rivoluzione rappresentata dalla Desmo450 MX, e in attesa che la nuova Desmo450 EDS faccia il suo esordio nel mondo dell’enduro a partire dal prossimo luglio, Borgo Panigale ha deciso di sferrare un altro colpo, andando a completare la sua offensiva nel fuoristrada con l’arrivo della Desmo250 MX.

Una moto che non è semplicemente una versione scalata della sorella maggiore, bensì un progetto pensato per dominare la classe MX2, con un'attenzione maniacale ai dettagli e una filosofia che, come già accaduto per la 450, riprende i dettami delle competizioni più estreme, dalla MotoGP alla Superbike, per trasferirli nel fango e sui salti dei circuiti di tutto il mondo.

Un motore da MotoGP per il cross

Il vero asso nella manica di questa Desmo250 MX, e ciò che la rende un unicum nel suo segmento, è naturalmente il propulsore, un monocilindrico da 249.7 cc che sfoggia la mitica distribuzione desmodromica, un sistema che, eliminando le molle di richiamo delle valvole, permette di raggiungere regimi di rotazione semplicemente proibitivi per la concorrenza: ben 15.000 giri al minuto, un valore che fa impallidire qualsiasi altro mezzo della stessa categoria. Non è un caso che alesaggio e corsa, rispettivamente 81 x 48.

4 mm, siano gli stessi della Panigale V4 R, a dimostrazione di come la tecnologia derivata dalle corse su asfalto sia stata letteralmente trasferita su un terreno completamente diverso, con l'obiettivo di garantire un allungo eccezionale e la possibilità di ridurre il numero di cambiate, un vantaggio non da poco in gara. Con un peso di soli 24.7 kg, questo motore eroga una potenza di 44.5 cavalli a 12.500 giri e un picco di coppia di 28.3 Nm a 8.

800 giri, ma i tecnici di Borgo Panigale hanno lavorato duramente per ottenere una curva di erogazione piatta e utilizzabile in ogni situazione, cercando la massima guidabilità più che la potenza pura. A gestire l'alimentazione ci pensa un corpo farfallato Mikuni da 44 mm, mentre il cambio, naturalmente a 5 marce, è dotato di un quickshifter per le sole scalate, un dettaglio che fa la differenza quando si cerca di limare i decimi in pista.

Una ciclistica da vera racing e un peso piuma

Se il motore è il cuore pulsante, il telaio ne è l'anima, e anche su questo fronte la Desmo250 MX non delude, riprendendo l'impostazione della 450 con un telaio perimetrale in alluminio, composto da soli dieci elementi realizzati con una combinazione di fusioni, forgiati ed estrusi, per un peso complessivo di soli 8.96 kg.

L'obiettivo dichiarato è quello di ottenere una moto agile e precisa, capace di cambiare direzione con la rapidità di un racer, e per farlo ci si è affidati alle sospensioni Showa, con una forcella a steli rovesciati da 49 mm e un mono ammortizzatore posteriore, entrambi completamente regolabili e con un'escursione rispettivamente di 310 e 301 mm, mentre l'impianto frenante è un'altra chicca di assoluto livello, firmato Brembo con dischi Galfer da 260 mm all'anteriore e 240 mm al posteriore.

Con un peso in ordine di marcia di soli 103 kg, la Desmo250 MX si presenta come una delle rivali più temibili del lotto, pronta a mettere in difficoltà le concorrenti grazie a una leggerezza che, unita alla ciclistica affinata in pista, promette di essere un fattore determinante per la vittoria finale.

L'elettronica raffinata e l'eredità delle corse

Altro capitolo fondamentale è quello dell'elettronica, un campo in cui Ducati ha potuto attingere a piene mani dall'esperienza maturata in MotoGP e in Superbike, per offrire un pacchetto di assistenze al pilota senza precedenti nel motocross, con il Ducati Traction Control, che monitora lo slittamento effettivo della ruota posteriore regolando l'intervento in maniera fluida e progressiva. a questo si aggiungono il Launch Control, il controllo del freno motore e due diverse mappe di erogazione, tutti regolabili tramite l'app X-Link, che permette di portare in pista un livello di personalizzazione solitamente riservato ai prototipi da corsa.

La moto, che ha già iniziato il suo sviluppo in pista con Alessandro Lupino nel Campionato Italiano Prestige MX2, raccogliendo risultati positivi e un secondo posto finale, è quindi pronta al debutto ufficiale, che avverrà nel 2026 nel Mondiale MX2 e in Europa con il team Beddini Racing, affidando le due giovani promesse Ferruccio Zanchi e Simone Mancini alla guida di queste nuove rosse.

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