Aurora boreale, il cielo italiano si accende di rosso: lo spettacolo delle particelle solari

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   I cieli del Nord Italia, da quelli friulani a quelli valdostani, si sono trasformati in un palcoscenico inatteso e straordinario, offrendo a molti lo spettacolo rarissimo di un'aurora boreale visibile a latitudini insolite. La notte tra domenica e lunedì, e poi nuovamente tra lunedì e martedì, il firmamento sopra regioni come il Piemonte, la Valle d'Aosta, l'Alto Adige e persino le Prealpi Bergamasche, si è illuminato di bagliori rossi e verdi, di quei riflessi magici che di solito appartengono alle notti polari.

Il fenomeno straordinario catturato dagli obiettivi

La rarità dell'evento, che ha portato molti a dubitare inizialmente dell'autenticità delle immagini scambiandole per elaborazioni digitali, è stata invece ampiamente documentata. Fotografie e video, molti dei quali condivisi sui social network, hanno immortalato il fenomeno sull'imponente sagoma del Monte Cervino, sul profilo delle Orobie e della Presolana visto dal Monte Pora, e ancora dai comprensori sciistici della Valtournenche, dove una webcam ha catturato i bagliori tra le nuvole. Lo spettacolo, che ha richiamato l'attenzione di numerosi osservatori, si è rivelato particolarmente vivido per chi ha avuto la fortuna di ammirarlo da luoghi bui e lontani dall'inquinamento luminoso delle città.

La causa scientifica nello spazio profondo

All'origine di questo evento eccezionale non c'è magia, bensì una potentissima attività del Sole, la nostra stella. Ciò che ha permesso all'aurora di librarsi così a sud è stata una violenta tempesta geomagnetica, classificata di grado G4 su una scala che arriva a G5, una delle più intense degli ultimi due decenni. Questo disturbo della magnetosfera terrestre è stato causato dall'arrivo sul nostro pianeta di un flusso particolarmente denso ed energetico di particelle solari, espulse dal Sole durante un periodo di intensa attività. Quando queste particelle cariche, trasportate dal vento solare, interagiscono con gli atomi dell'alta atmosfera terrestre, principalmente ossigeno e azoto, rilasciano energia sotto forma di luce, creando le tipiche sfumature colorate che vanno dal verde al rosso al viola.

Una tempesta solare di rara intensità

La tempesta in questione, tecnicamente definita anche come una tempesta di radiazioni solari di grado S4, ha raggiunto un'intensità che non si registrava dall'ottobre del 2003, quando i valori furono solo leggermente superiori. È questa forza inusuale a spiegare perché il fenomeno, normalmente confinato entro le latitudini polari, sia stato osservato con tale chiarezza anche sul territorio italiano. Le particelle, accelerate dall'interazione con il campo magnetico terrestre, sono riuscite a penetrare l'atmosfera a latitudini molto più basse del consueto, regalando una visione che rimane un episodio eccezionale nel panorama meteorologico spaziale, legato ai cicli di attività della nostra stella.

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