Edi Rama chiude le porte ai partner europei: “Accordo sui migranti? Concessione esclusiva all’Italia”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Entrare nello studio di Edi Rama, come ha raccontato chi ha avuto l’opportunità di farlo, è già di per sé un colpo di scena. Dopo aver subito controlli rigorosissimi, aver lasciato il cellulare, l’orologio e qualsiasi altro oggetto personale, si attraversano corridoi dove regna un silenzio quasi claustrale. Poi la porta si apre e lo scenario cambia all’improvviso: sulle pareti, macchie di rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola e rosa si inseguono in forme irregolari, senza gerarchie apparenti ma con un’armonia sorprendentemente gioiosa. Un’estetica che contrasta, e non poco, con la durezza delle dichiarazioni rilasciate dal premier albanese in esclusiva al Giornale, subito dopo il faccia a faccia romano con Giorgia Meloni.
Un’esclusiva che brucia a Bruxelles
A Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio e il suo omologo hanno fatto il punto sul rafforzamento del partenariato bilaterale, spaziando dalle infrastrutture comunicative all’industria della difesa, passando naturalmente per il dossier immigrazione. Ed è proprio su quest’ultimo punto che Rama ha voluto mettere i puntini sulle i, chiudendo di fatto la porta a qualsiasi tentativo di emulazione da parte di altri Stati membri. “Dopo la decisione sulla legittimità dei centri – ha dichiarato – sono arrivate richieste anche da altri Paesi europei. Ma voglio essere chiaro: è una concessione esclusiva all’Italia. L’accordo con Roma non è replicabile”. Una mossa, la sua, che riscrive le regole del gioco mentre il continente cerca soluzioni per la gestione dei flussi, blindando l’intesa con l’esecutivo guidato da Meloni.
Dal “flop” alla strategia condivisa
L’esito del bilaterale, che ha visto il leader albanese – particolarmente alto – inginocchiarsi davanti alla premier infrangendo il protocollo (questa volta con meno platealità rispetto al passato), sembra smentire quella che molti osservatori avevano etichettato come la narrazione del flop per i centri di Gjader e Shengjin. Al contrario, Rama ha voluto sottolineare un cambio di passo sostanziale nei rapporti tra i due Paesi. “Tutti i governi italiani sono stati molto rispettosi – ha spiegato – ma da quando c’è questo governo, siamo passati dalle belle idee sulla carta ai progetti concreti”. E l’elenco è lungo: cantieri navali con Fincantieri, intese strategiche su Leonardo per la difesa, fino alla sanità. Un’alleanza a tutto tondo che va ben oltre l’emergenza sbarchi e che Rama ha definito frutto della “lucida visione strategica” di Meloni.
L’Europa guarda (senza poter toccare)
A rendere la posizione di Rama ancora più netta, c’è il contesto europeo. Il patto per la migrazione e l’asilo dell’Unione, la cui entrata in vigore è prevista a breve, guarda con sempre maggiore interesse ai modelli di rimpatrio esterni, i cosiddetti “return hubs”. La stessa commissaria Ursula von der Leyen aveva in passato definito l’approccio italo-albanese come un esempio di pensiero “fuori dagli schemi”. Tuttavia, nonostante questa crescente attenzione e le pressioni diplomatiche ricevute, Rama ha voluto stroncere ogni speranza sul nascere: l’accordo siglato con Roma rimane un unicum. Il premier albanese ha ricevuto ieri la presidente del Consiglio con un flash mob di protesta organizzato dalle opposizioni fuori da palazzo Chigi, un sottofondo che non ha però scalfito la solidità del vertice.
In attesa dei flussi, il centro regge
Nonostante i ricorsi giudiziari e le tensioni politiche interne all’Italia, Rama conferma quindi la piena operatività dell’intesa. “I centri in Albania funzionano” è il messaggio lanciato da Palazzo Chigi, dove si è parlato anche di un possibile aumento dei flussi nei prossimi mesi. La struttura rimane sotto giurisdizione italiana, una sorta di “avamposto” amministrativo in terra albanese che, nelle intenzioni dei due governi, dovrebbe entrare a regime totale in concomitanza con l’applicazione delle nuove normative europee. Di certo, per ora, Tirana non intende concedere ad altri la stessa fiducia accordata a Roma. Il silenzio claustrale dei corridoi che portano allo studio di Rama, in questo senso, racconta meglio di mille parole la segretezza e l’esclusività di un patto che l’Albania considera irripetibile.
Meta Description: Edi Rama esclude altri Paesi Ue dall’accordo migranti: concessione solo all’Italia. Il premier chiude a emulazioni dopo il vertice a Palazzo Chigi con Meloni.




