Usa, verso 1.000 miliardi di dollari di nuovo debito a breve nel 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli Stati Uniti si preparano a un’altra stagione di indebitamento massiccio sul mercato a breve termine. Secondo le previsioni di Bank of America, riportate dal Financial Times, nel corso dell’anno fiscale che si chiuderà a settembre 2027 il Tesoro americano prenderà in prestito circa 1.070 miliardi di dollari attraverso l’emissione di buoni del Tesoro a scadenza breve, una cifra che esclude i fondi raccolti per rimborsare il debito già in scadenza. L’istituto guidato da Brian Moynihan non è solo in questa stima: JPMorgan indica un’emissione netta di buoni per 1.090 miliardi di dollari nel corso del 2027, mentre Goldman Sachs si attesta su un totale di 961 miliardi.

La dinamica segnalata dalle banche d’affari statunitensi non è un episodio isolato, ma il punto di arrivo di una tendenza che dura da anni. Il ricorso ai Treasury bill, titoli con scadenza fino a dodici mesi, è progressivamente aumentato perché consente a Washington di finanziarsi a costi immediati inferiori rispetto alle scadenze lunghe. Il Financial Times sottolinea però come questa scelta renda il Tesoro più vulnerabile a un eventuale rialzo dei tassi di interesse, dal momento che una quota crescente del debito pubblico deve essere rinnovata con frequenza serrata.

La preferenza per le scadenze brevi si inserisce in un contesto in cui i costi di indebitamento a lungo termine negli Stati Uniti hanno raggiunto i livelli più alti dal 2007, spinti dall’aumento del debito federale, dall’ingente ricorso al credito da parte delle aziende per finanziare il boom dell’intelligenza artificiale e dalle aspettative di crescita economica elaborate dagli analisti.

Se le previsioni di Bank of America dovessero trovare conferma, secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario londinese, il volume complessivo dei buoni del Tesoro in circolazione raggiungerebbe circa 8.000 miliardi di dollari entro settembre 2027, equivalenti al 24,3% del debito federale negoziabile. Goldman Sachs stima una percentuale identica per il prossimo anno, con un ulteriore incremento al 24,9% nel 2028, un livello che si avvicinerebbe al picco toccato durante la pandemia di Covid-19.

Il Treasury Borrowing Advisory Committee, l’organismo che affianca il Dipartimento del Tesoro nelle decisioni di finanziamento, ha raccomandato di mantenere la quota dei titoli a breve stabilmente intorno al 20%, una soglia che le proiezioni indicano ormai superata. Mark Cabana, responsabile della strategia sui tassi per Bank of America, ha osservato che il Tesoro sta cercando di bilanciare domanda e offerta sul mercato obbligazionario, ma un’emissione così abbondante di titoli a scadenza ravvicinata rischia di rendere la spesa per interessi «più ampia e più volatile».

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