Abusi nella diocesi di Bolzano-Bressanone, il vescovo si assume la responsabilità
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Redazione Interno
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Nel cuore delle Alpi, la diocesi di Bolzano-Bressanone è stata scossa da un'inchiesta che ha portato alla luce decenni di abusi sessuali perpetrati da sacerdoti e religiosi. Il vescovo Ivo Muser, durante una conferenza stampa, ha chiesto perdono e dichiarato di assumersi ogni responsabilità in merito. Questo passo, seppur doloroso, rappresenta un ulteriore avanzamento in un percorso iniziato nel 2010, quando fu istituito il primo sportello diocesano per affrontare tali questioni.
Il rapporto, affidato allo studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl di Monaco di Baviera, ha denunciato 67 casi di abusi, 59 dei quali nei confronti di minori, avvenuti tra il 1964 e il 2023. Sono stati coinvolti 29 preti, trasferiti più volte senza mai essere denunciati o sospesi. Questo documento, pubblicato sul sito della diocesi, rappresenta una prima ammissione ufficiale dei gravi abusi compiuti.
Il vescovo Muser ha sottolineato l'importanza di imparare dagli errori del passato, riconoscendo le resistenze incontrate, anche da parte del Vaticano, durante le indagini. Nonostante due tentativi falliti, il team legale ha analizzato un migliaio di fascicoli, documentando meticolosamente gli abusi sessuali perpetrati in 60 anni.
Questo lavoro investigativo, degno di un romanzo di John Grisham, ha rivelato una realtà sconvolgente, ma necessaria per avviare un processo di guarigione e giustizia.




