Sora 2, l'intelligenza artificiale che genera video, sbarca su Android

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L'irresistibile ascesa di Sora 2, la cui seconda versione sta polverizzando ogni record di diffusione con oltre un milione di download nei primi cinque giorni dalla sua introduzione sul mercato nordamericano, segna una nuova fase nell'evoluzione dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. L'app, che fino a pochissimo tempo fa era accessibile soltanto tramite invito e limitatamente agli dispositivi iOS negli Stati Uniti e in Canada, ha esteso la sua portata ai terminali Android, democratizzando ulteriormente uno strumento di potenza inedita. Il suo funzionamento, che potrebbe apparire quasi magico a chi è abituato alle complessità della produzione video tradizionale, si basa su un meccanismo di stupefacente immediatezza: è sufficiente digitare una Descrizione testuale, come "un cane corre a Central Park", per ottenere in pochi istanti una clip iperrealistica della durata di dieci secondi, la quale sembra essere stata estratta da una pellicola cinematografica.

L'esperienza d'uso: tra lo straniante e il virale

Entrare nell'interfaccia di Sora 2 produce un effetto immediatamente straniante, un senso di disorientamento che l'app stessa si preoccupa di segnalare all'utente con un avviso che richiama, per certi versi, scenari distopici. L'avviso, che dichiara come "le facce sembrano richiamare persone vere ma nulla è reale", prepara l'utilizzatore a un'esperienza che trascende il comune concetto di realtà, collocandolo in una dimensione dove il confine tra vero e artificiale diventa volutamente labile. Ciò che la piattaforma ha realizzato, come emerso da prove dirette nonostante la distribuzione ufficiale sia ancora circoscritta al Nord America, è il primo caso concreto di un ecosistema che rende l'irreale non solo credibile, ma anche potenzialmente virale, paragonabile per dinamiche di diffusione a un social network come TikTok, sebbene interamente popolato da contenuti sintetici.

La questione etica e il caso Martin Luther King

Proprio questa capacità di generare rappresentazioni così persuasive ha sollevato, quasi in parallelo con il suo successo commerciale, questioni etiche di non poco conto, portando a uno sviluppo giudiziario e a una significativa retromarcia da parte di OpenAI. La società ha infatti deciso di sospendere la possibilità di creare video che riproducano le sembianze di Martin Luther King Jr. attraverso la piattaforma Sora, una misura presa in seguito alle formali richieste pervenute da King Inc., l'ente che gestisce l'eredità del leader dei diritti civili. La decisione è maturata dopo che la famiglia King ha definito alcuni deepfake, che ritraevano l'attivista in contesti inappropriati, come offensivi e lesivi della sua memoria, spingendo l'azienda a un ripensamento sulle politiche di utilizzo.

Le nuove regole e il controllo sulle figure storiche

OpenAI ha quindi avviato una collaborazione con i rappresentanti della famiglia per definire un nuovo perimetro di regole su come l'immagine del pastore battista, simbolo universale della lotta per l'uguaglianza, debba essere rappresentata all'interno del suo ecosistema digitale. L'obiettivo dichiarato, come si evince da un comunicato diffuso dall'azienda di San Francisco, è quello di rafforzare i sistemi di sicurezza per scongiurare abusi e usi irrispettosi di figure storiche, bilanciando i forti interessi legati alla libertà di espressione con il diritto al controllo della propria immagine, che i personaggi pubblici e le loro famiglie dovrebbero, in ultima analisi, detenere. Questo approccio, sebbene nato da una contingenza specifica, delinea un precedente significativo sulla gestione del copyright e della privacy nell'era dell'intelligenza artificiale generativa.

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