Saldi estivi, primo giorno in crescita del 3%: l’effetto del turismo e del clima sugli acquisti
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Redazione Economia
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La stagione dei saldi estivi nel comparto dell’abbigliamento e degli accessori si apre con un dato che, seppur contenuto, assume i contorni di un segnale concreto per i negozianti. Secondo le prime rilevazioni di Federazione Moda Italia-Confcommercio, l’associazione che riunisce gli esercenti del settore moda nell’ambito del sistema Confcommercio, il primo giorno di vendite di fine stagione ha fatto registrare un incremento medio del 3% rispetto all’analoga giornata di apertura dei saldi estivi del 2023.
Un dato che, al netto delle fluttuazioni stagionali e delle variabili legate ai flussi turistici, restituisce un quadro iniziale incoraggiante per il commercio al dettaglio, da tempo messo alla prova dalle trasformazioni delle abitudini di consumo e dalla concorrenza dell’e-commerce.
La rilevazione di Confcommercio e il comportamento dei consumatori
L’indagine condotta da Confcommercio in collaborazione con Unioncamere Veneto, realizzata su un campione di seicento residenti nella regione, offre uno spaccato interessante sulle intenzioni di spesa della clientela locale. Ogni veneto, stando a queste stime, prevede di destinare mediamente 226 euro all’acquisto di capi e accessori in saldo, con una forbice che si allarga dai 224 euro massimi per l’abbigliamento fino ai 168 euro per gli accessori, passando per i 190 euro delle calzature.
Si tratta, in buona sostanza, di una spesa che per almeno due consumatori su tre si mantiene allineata ai livelli dello scorso anno; un quarto degli intervistati, invece, dichiara di voler ridurre l’esborso a causa del carovita, un elemento che continua a pesare sulle scelte d’acquisto delle famiglie italiane, pur senza compromettere del tutto l’appetibilità del periodo di sconti.
Il peso del turismo e le dinamiche territoriali
Un fattore che sembra aver inciso positivamente sull’avvio della campagna saldi è la forte presenza di acquirenti stranieri, soprattutto nelle località a vocazione turistica. Il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, ha sottolineato come la partenza sia stata quella giusta, grazie anche al contributo dei visitatori internazionali che affollano le città d’arte e le località balneari in questo periodo dell’anno.
A Rimini, per esempio, dove i saldi sono scattati ieri, il presidente provinciale di Confcommercio, Giammaria Zanzini, ha colto l’occasione per rilanciare una proposta che mira a sostenere il commercio di prossimità: parcheggi gratuiti nel centro cittadino per due settimane, un intervento che punta a facilitare l’accesso ai negozi e a incentivare gli acquisti in un momento cruciale per le vendite stagionali. Nel Veneto, invece, i saldi si protrarranno per sei settimane, fino alla metà di agosto, coprendo l’intero arco della stagione turistica estiva.
Le stime nazionali e il valore complessivo degli sconti
A livello nazionale, l’Ufficio Studi di Confcommercio ha elaborato una proiezione che quantifica la disponibilità alla spesa delle famiglie italiane in circa 201 euro medi per nucleo familiare, pari a 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo che sfiora i 3,2 miliardi di euro. Un volume di affari che, se confermato nei prossimi giorni, potrebbe rappresentare un ossigeno per i negozi di vicinato, spesso penalizzati dalla concorrenza delle piattaforme online e dalla crescente frammentazione dei canali distributivi.
L’andamento dei prossimi giorni, condizionato dall’evoluzione del meteo e dalla persistenza dei flussi turistici, dirà se questo avvio positivo si tradurrà in una stagione solida o se resterà un exploit isolato; per ora, i numeri parlano di una partenza cautamente ottimistica, con sconti che appaiono più equilibrati rispetto al passato e una clientela che, pur nella prudenza, risponde ancora con interesse all’appuntamento con i saldi di fine stagione.




