Volkswagen Id. Cross, il test drive del Suv elettrico da 28 mila euro
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Redazione Economia
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La strategia di elettrificazione del gruppo tedesco, dopo aver svelato le carte con la prova della compatta Id. Polo, prosegue ora con un altro tassello fondamentale, quello della Id. Cross, ovvero la declinazione in chiave Suv del medesimo concept urban, un veicolo che, almeno sulla carta, è destinato a giocare un ruolo da protagonista nel segmento B, uno dei più affollati e competitivi del vecchio continente. La vettura, il cui arrivo nelle concessionarie è previsto per l’autunno del 2026, è stata recentemente messa alla prova su strada, seppur nelle vesti di un prototipo camuffato, nei dintorni di Amsterdam, un contesto urbano e suburbano ideale per saggiarne le reali capacità dinamiche e l’efficienza del suo sistema propulsivo.
Basata sull’evoluzione della piattaforma modulare MEB, ribattezzata MEB+, questa vettura abbandona lo schema classico con motore posteriore per abbracciare la trazione anteriore, una scelta tecnica, questa, che comporta vantaggi non indifferenti in termini di abitabilità interna e capacità di carico, oltre a una riduzione della complessità e dei costi di produzione. E proprio lo spazio a bordo, nonostante la lunghezza contenuta in 4,15 metri, rappresenta una delle sorprese più liete: il passo di 2,60 metri, difatti, consente di viaggiare comodamente in quattro, mentre il bagagliaio, forte di una capacità dichiarata di 475 litri, supera addirittura quello della T-Cross termica e si avvicina a quello di segmenti superiori, complice anche l’assenza di ingombri meccanici posteriori. A impreziosire ulteriormente la dotazione pratica, inoltre, troviamo per la prima volta su una Volkswagen elettrica di questa taglia un piccolo vano di carico anteriore, il cosiddetto "frunk", dalla capacità di 22 litri, pensato per alloggiare comodamente i cavi di ricarica o piccoli oggetti.
Sotto il profilo puramente tecnico, la gamma motori e batterie ricalca fedelmente quanto già visto sulla sorella a tre volumi, con l’obiettivo di offrire una pluralità di scelte per venire incontro alle diverse esigenze di mobilità. Si parte da una versione d’accesso equipaggiata con una batteria da 37 kWh (litio-ferro-fosfato) e un motore da 116 cavalli, per la quale si ipotizza un’autonomia nel ciclo Wltp di circa 316 km, un valore pensato per un utilizzo prettamente cittadino. Salendo di livello, si incontra la variante da 52 kWh (nichel-manganese-cobalto) abbinata esclusivamente al propulsore più potente da 211 cavalli, una configurazione che promette di allungare i tragitti fino a 436 km con una singola carica, rendendo il veicolo una valida opzione anche per le gite fuori porta e i viaggi autostradali, seppur con le dovute pause per la ricarica rapida. A tal proposito, la potenza di picco in corrente continua raggiunge i 105 kW per la batteria maggiore e i 90 kW per quella minore, consentendo di passare dal 10 all’80 per cento della capacità in tempi che oscillano tra i 24 e i 27 minuti, un dato in linea con le aspettative del segmento.
L’esperienza di guida, così come riportata dai colleghi che hanno avuto modo di sedersi al volante del prototipo, restituisce l’immagine di un’auto equilibrata e matura, frutto di un’attenta messa a punto delle sospensioni e dello sterzo. La vettura si dimostra fluida e silenziosa, con un isolamento acustico di livello che tiene lontani dall’abitacolo i fruscii e i rumori di rotolamento, e un’erogazione della coppia mai troppo brusca, tale da garantire un comfort di marcia elevato sia nei percorsi extraurbani che nel traffico cittadino. Particolare attenzione è stata riservata anche al sistema frenante, di tipo "one-box", che garantisce una risposta modulabile e precisa del pedale, e alla gestione della frenata rigenerativa, personalizzabile su due livelli per assecondare diversi stili di guida, compresa la modalità "One Pedal" che consente di guidare usando prevalentemente l’acceleratore.




