Meloni e la revisione delle rendite catastali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La premier Giorgia Meloni, in un gesto inaspettato, ha riunito i contendenti attorno a un tavolo due sere fa, probabilmente stanca di dover gestire incomprensioni e mediare tra problemi seri e punture di spillo scambiate tra colleghi a colpi di agenzie e dichiarazioni. La questione centrale riguarda la rivalutazione delle rendite catastali di immobili ed edifici che hanno usufruito del Superbonus, una misura che Meloni stessa definisce giusta e sacrosanta, poiché il valore delle case è aumentato grazie ai soldi di tutti gli italiani.

La revisione delle rendite catastali, che comporterà un aumento dell'IMU, dell'ISEE, dell'IRPEF e di altre imposte, è inevitabile, non solo perché esiste una legge che lo impone, ma anche perché è giusto che chi ha beneficiato dei bonus edilizi per riqualificare il proprio immobile contribuisca in misura maggiore. I controlli del Fisco saranno mirati a verificare l'aggiornamento dei dati catastali, e chi ha effettuato ristrutturazioni edilizie sarà tenuto ad aggiornare tali dati.

Il titolo della Stampa "Conto salato per 5 mila astigiani" ha scatenato commenti sul Superbonus e sui valori catastali, ma per una volta la parola "tasse" non ha infiammato un coro uniforme di maledizioni. Al contrario, ha fatto emergere due opposti schieramenti: da un lato, gli indignati, che dovranno sborsare una IMU più sostanziosa; dall'altro, i compiaciuti, che assaporano la rivalsa nei confronti di chi ha sistemato la propria abitazione con soldi pubblici.

Il consiglio dei ministri, convocato per stasera alle 20, discuterà la Legge di Bilancio 2025, che sarà preceduta da un decreto legge con le misure più importanti.

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