Lamberti cancella Ceccon con un record che sa di rivalsa. Pilato tradita dai centesimi agli Assoluti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sono bastati ventiquattro secondi e trentotto centesimi, un arco di tempo così breve da sfuggire quasi alla percezione umana, per riscrivere la gerarchia del dorso italiano. Michele Lamberti, il venticinquenne bresciano che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con una spalla ribelle e un percorso terapeutico tutt’altro che lineare, ha trovato nello Stadio del Nuoto di Riccione il palcoscenico ideale per la sua resurrezione. L’occasione, va detto, non era delle più banali: i Campionati Assoluti Primaverili rappresentano il primo vero snodo stagionale per il nuoto azzurro, quelli che mettono sul piatto i pass per gli Europei di Parigi. E Lamberti, che di solito non ama gli annunci roboanti, ha preferito parlare direttamente in vasca, cancellando dal tabellone il 24”40 che condivideva con l’amico-rivale Thomas Ceccon e portando il limite nazionale a un 24”38 che profuma già di pedana internazionale.

Se il risultato cronometrico colpisce per l’esiguità del margine – parliamo di appena due centesimi di vantaggio sul vecchio primato – è il contesto a renderlo davvero pesante. Lamberti arriva a questa competizione dopo aver dovuto gestire un lungo periodo di stop e di allenamenti condizionati dal dolore, tanto da dover rivedere la sua preparazione e cambiare le sue routine. Per questo, la soddisfazione che si legge nel suo commento a caldo – quello in cui parla di un “sapore diverso e molto speciale” – non ha nulla di retorico. Lui, che è figlio di quel Giorgio Lamberti il cui nome è leggenda per il mezzofondo italiano, ha dimostrato di saper soffrire in silenzio per poi esplodere quando conta, lasciando alle spalle un ottimo Francesco Lazzari (24”98) e il terzo classificato Lorenzo Mora (25”32). D’altronde, sapeva bene che il tempo limite per la rassegna continentale era fissato a 24”7, e lui l’ha abbassato con una tranquillità che ha sorpreso anche i suoi stessi tifosi.

I duelli al centesimo e la delusione nei 100 rana

Mentre Lamberti celebrava il suo primato solitario, la prima giornata di finali ne regalava un altro, completamente diverso per umore e colore, nella vasca dedicata alla rana femminile. Qui, la favorita annunciata era Benedetta Pilato, la tarantina dal talento cristallino che detiene ancora il primato italiano sulla distanza (1’05”44). Eppure, come spesso accade in questo sport crudele basato su frazioni infinitesimali, il copione è stato riscritto da Lisa Angiolini. La trentenne senese, con una gara paziente e precisa, ha piazzato la stoccata decisiva nei metri finali, imponendosi in 1’06”33 e lasciando la primatista nazionale al secondo posto con 1’06”39. Sei centesimi, una manciata di respiri, che si sono trasformati in un abisso psicologico.

C’è un dato tecnico che rende la prestazione di Pilato ancora più paradossale: lei ha nuotato la prima metà di gara più veloce (30”62 contro i 31”28 di Angiolini), ma non è riuscita a gestire il ritorno come avrebbe voluto. Il tempo limite per la qualificazione diretta agli Europei era di 1’06”2, una soglia che nessuna delle due ha raggiunto in questa occasione. Per Pilato, che pure aveva firmato il miglior tempo in batteria (1’06”77), è una bocciatura momentanea che la costringerà a rivedere i piani in vista del Settecolli. Per Angiolini, invece, la vittoria vale il titolo tricolore e la consapevolezza di poter impensierire le big in una specialità dove l’Italia, nonostante l’assenza di Martinenghi (infortunato), continua a sfornare atlete di livello. Sul gradino più basso del podio è salita Anita Bottazzo (1’06”89), a completare un podio tutto al femminile di altissima qualità.

L’assolo di Quadarella e la sorpresa Marchello nel mezzofondo

C’era curiosità, invece, intorno alla corsia di Simona Quadarella. La regina dei fondi, reduce da un’esperienza di allenamento in Australia che lei stessa ha definito “terrificante ma bellissima”, si è presentata a Riccione per testare il suo stato di forma sugli 800 stile libero. Il responso è stato più che confortante: 8’21”01, un crono che non solo vale il titolo tricolore, ma rappresenta il sesto tempo mondiale stagionale sulla distanza. La romana del CC Aniene ha nuotato praticamente da sola, staccando nettamente Emma Vittoria Giannelli (8’32”95) e Noemi Cesarano (8’35”71), dimostrando che l’esperienza australiana ha aggiunto qualcosa alla sua già solida resistenza. Le sue dichiarazioni post-gara, in cui ammette di aver temuto tante cose ma di essersi trovata bene, lasciano intendere che la base di lavoro c’è e che l’obiettivo di scendere sotto gli 8’20 è solo rinviato.

Nel versante maschile del mezzofondo, la sorpresa si chiama Davide Marchello. Il ventiquattrenne romano ha vinto i 400 stile libero con un tempo di 3’47”76, regalando un finale al cardiopalma a una tripletta composta da Marco De Tullio (3’47”81) e Alessandro Ragaini (3’47”86). Dieci centesimi hanno separato il primo dal terzo, una densità di arrivo rara su una distanza così logorante. Per Marchello, che ha dedicato la vittoria al suo tecnico Fabrizio Antonelli, arriva la qualifica europea e la prova che il passaggio dal fondo al mezzofondo sta dando i frutti sperati. Diverso il discorso per Gabriele Detti: il livornese, che per anni ha dominato questa specialità, ha chiuso all’ottavo posto con 3’53”18, un segnale preoccupante che conferma un momento di difficoltà prolungato.

Deplano, Gargani e la nuova guardia dei 50 metri

Chiudono il quadro della prima giornata le gare veloci, quelle da scatto puro dove l’errore non è ammesso. Nei 50 stile libero, Leonardo Deplano ha confermato le aspettative piazzando un 21”64 che vale il titolo e lo inserisce di diritto tra i migliori dieci interpreti stagionali della distanza. Il suo successo su Lorenzo Ballarati (22”05) e Giovanni Guatti (22”14) non ha lasciato spazio a recriminazioni. Nei 50 farfalla, invece, dominio assoluto di Lorenzo Gargani: il ragusano ha stampato un 23”31 che profuma già di finale europea, anche se il crono limite richiesto dalla FIN era decisamente severo (23”1). Alle sue spalle, Giulio Meniconi (23”62) e Larbi Giacomini (23”63) si sono giocati il podio per un solo centesimo, regalando spettacolo.

Infine, nei 400 misti femminili, è emerso il nome di Giada Alzetta. La ventenne di Pordenone ha dominato la scena vincendo in 4’41”00, abbassando di quasi tre secondi il suo personale e lasciando indietro le ben più accreditate Anna Pirovano (4’42”14) e Francesca Fresia (4’43”22). Una prestazione che sa di svolta per la giovane atleta, mentre Sara Franceschi, ancora alle prese con i suoi problemi fisici, è rimasta fuori dalla finale. La prima giornata di Riccione, insomma, ha consegnato un verdetto chiaro: il nuoto italiano c’è, vive di piccoli grandi dettagli, e i centesimi non sono mai solo numeri.

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