Ue accetta il piano di X dopo la multa da 120 milioni
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Redazione Economia
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A seguito della sanzione di 120 milioni di euro inflitta nel dicembre del 2025, la Commissione europea ha accettato il piano d'azione presentato da X per adempiere agli obblighi di trasparenza e accesso ai dati per i ricercatori, così come previsti dalla legge sui servizi digitali, il cosiddetto Dsa. Il social network di proprietà di Elon Musk avrà ora sei mesi di tempo per attuare le misure correttive proposte, che includono il potenziamento dell'archivio degli annunci, l'introduzione di nuove funzioni di ricerca e un accesso facilitato ai dati, anche tramite Api, per i ricercatori.
Il contenuto del piano d'azione
Le misure approvate dall'esecutivo comunitario si concentrano su due aspetti principali, quelli che avevano determinato le violazioni contestate a dicembre: la trasparenza del registro delle inserzioni pubblicitarie e l'accesso ai dati pubblici della piattaforma. Per quanto riguarda il repository degli annunci, X si è impegnata a introdurre nuovi filtri di ricerca basati sul contenuto e sui criteri di targeting, a visualizzare i risultati direttamente nell'interfaccia del database, riducendo la dipendenza da file Excel, e a migliorare i tempi di risposta delle ricerche.
Inoltre, verranno pubblicati il contenuto completo delle inserzioni e gli indirizzi web di destinazione, e il registro sarà reso accessibile anche tramite Api, come riportato in una nota stampa della Commissione.
Sul fronte dell'accesso ai dati per i ricercatori, un nodo centrale del Dsa che mira a consentire studi indipendenti sui rischi sistemici delle piattaforme, la piattaforma dovrà rivedere e migliorare il sistema di valutazione delle richieste, garantire l'accesso gratuito agli aventi diritto e ridurre in modo significativo i tempi di autorizzazione. Un punto particolarmente rilevante riguarda la modifica dei termini di utilizzo, per chiarire che ai ricercatori autorizzati non è contrattualmente vietato effettuare lo scraping dei dati disponibili pubblicamente.
Le violazioni e la multa
La multa di 120 milioni, una delle prime decisioni di non conformità emesse in base al Dsa, era stata comminata dalla Commissione europea dopo un'indagine avviata nel dicembre del 2023. Le violazioni accertate riguardavano tre distinti ambiti: l'uso giudicato "ingannevole" del segno di spunta blu, che non corrispondeva a una reale verifica dell'identità dell'utente; la mancanza di trasparenza dell'archivio pubblicitario; e il mancato accesso ai dati pubblici per i ricercatori, un elemento cruciale per la valutazione dei rischi sistemici.
La vigilanza sull'attuazione
X ha ora sei mesi per implementare le misure correttive. Questo piano, che era stato giudicato inizialmente insufficiente dal Comitato europeo per i servizi digitali, sarà soggetto a un regime di vigilanza rafforzato da parte di Bruxelles. Le misure saranno inoltre sottoposte a un audit esterno e indipendente, il cui rapporto dovrà essere trasmesso alla Commissione entro sei mesi dall'attuazione del piano.
"Si tratta di un passo importante nella giusta direzione", ha commentato un portavoce della Commissione, aggiungendo che le misure approvate consentiranno ai ricercatori, alla società civile e al pubblico di ottenere una maggiore trasparenza sui sistemi di X e sul loro impatto sugli utenti.




