Via libera definitivo al decreto Transizione 5.0, cambiano le regole per il golden power e le rinnovabili
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Redazione Interno
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L'Aula della Camera dei deputati ha approvato in via definitiva, con 156 voti favorevoli e 115 contrari, il decreto legge che contiene misure urgenti per il Piano di Transizione 5.0 e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento, già passato al Senato, diventa così legge, segnando un traguardo significativo per l'esecutivo. Il testo, articolato in tre articoli, introduce modifiche sostanziali in due ambiti distinti ma cruciali: da un lato potenzia e ridefinisce i criteri per l'esercizio del cosiddetto golden power da parte dello Stato, dall'altro mira a sbloccare e semplificare la realizzazione di nuovi impianti per l'energia pulita, stabilendo per la prima volta criteri nazionali per individuare le aree idonee alla loro installazione.
Golden power e sicurezza economica
La norma interviene in maniera decisa sulla disciplina dei poteri speciali dello Stato in materia di difesa di asset strategici. La novità più rilevante, che dovrebbe portare al superamento di una procedura d'infrazione europea avviata contro l'Italia, introduce esplicitamente la sicurezza economica e finanziaria tra i criteri che legittimano l'intervento governativo. Una modifica, questa, che allarga il perimetro di azione dell'esecutivo, il quale potrà valutare con maggiore autonomia i rischi connessi a operazioni societarie in settori sensibili. Inoltre, per gli interventi nel settore creditizio e assicurativo, l'attivazione del golden power è ora subordinata temporalmente «al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle Autorità europee» competenti, come la Banca Centrale Europea e la Commissione Ue, sugli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale. Ciò significa che il governo dovrà attendere il parere delle autorità di vigilanza europee prima di esercitare i suoi poteri, inserendo il meccanismo nazionale in un quadro di regole sovranazionali più stringente.
Il quadro per le energie rinnovabili
Parallelamente, il decreto cerca di dare una risposta alle lentezze burocratiche che da anni frenano lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel paese. La legge delega il governo a definire, entro novanta giorni, i criteri uniformi a livello nazionale per l'individuazione delle aree idonee alla costruzione di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un quadro certo e di semplificare le procedure autorizzative, favorendo così una più rapida adozione di tecnologie essenziali per la transizione ecologica e per l'indipendenza energetica. Tuttavia, alcuni operatori del settore hanno già espresso perplessità, lamentando che il quadro normativo risulti al momento "confuso" e che sarà necessario attendere i decreti attuativi per valutarne la reale efficacia nel rimuovere gli ostacoli che persistono a livello locale e regionale.
Credito d'imposta e sostenibilità
Completa il provvedimento la disciplina del credito d'imposta per le imprese che investono in tecnologie abilitanti la cosiddetta Transizione 5.0, ovvero l'evoluzione del precedente Piano Industria 4.0. Questo strumento fiscale, che si affianca alle misure per la sicurezza energetica e quella economica, intende sostenere la competitività del sistema produttivo italiano, spingendo le aziende verso processi di digitalizzazione e di efficientamento energetico sempre più avanzati. In questo modo, il decreto tenta di coniugare diverse esigenze: proteggere gli interessi nazionali attraverso il golden power, accelerare sulla strada delle rinnovabili e fornire nel contempo un sostegno concreto alle imprese chiamate a innovarsi in un contesto economico globale in rapida evoluzione.




