SpaceX perde un quarto del valore in 5 giorni: bond da 25 miliardi e occhi puntati sulla fusione con Tesla

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il debutto da record sul Nasdaq ha lasciato il posto a una settimana di fuoco per le azioni di SpaceX. Dopo la folle impennata che aveva fatto seguito alla più grande IPO della storia, il titolo della società spaziale di Elon Musk ha subito una brusca correzione, perdendo oltre il 22% del valore in soli cinque giorni. Una flessione che, per quanto brusca, viene letta dagli analisti come fisiologica dopo una partenza così esplosiva; e che, in ogni caso, non sembra aver scalfito la fiducia degli investitori, pronti a sostenere la prossima, grande mossa dell'azienda sul fronte obbligazionario. criptovaluta +3

I dettagli dell'operazione: bond senior per 25 miliardi

Mentre il mercato azionario digerisce la volatilità post-IPO, SpaceX ha messo a segno un'operazione finanziaria di dimensioni colossali. La società ha definito i dettagli di un'offerta di obbligazioni, tutte senior, da 25 miliardi di dollari, un'emissione che rappresenta una delle più imponenti degli ultimi anni nel mercato del debito. L'operazione, gestita da colossi come Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley, è stata strutturata in cinque diverse tranche con scadenze che vanno dal 2031 al 2056, per attrarre investitori di lungo periodo. teleborsa +3

Nello specifico, SpaceX emetterà bond per 7 miliardi con un tasso di interesse del 5,35% con scadenza nel 2031; 6 miliardi con un rendimento del 5,65% e scadenza nel 2033; 6 miliardi con un interesse del 5,875% e scadenza nel 2036; 2,5 miliardi con un yield del 6,6% e scadenza nel 2046; e infine 3,5 miliardi con un interesse del 6,65% e scadenza nel 2056. L'offerta, il cui perfezionamento è previsto per il 26 giugno, ha suscitato un forte interesse, con richieste che al picco hanno sfiorato gli 89 miliardi di dollari, per poi attestarsi intorno ai 73 miliardi al momento del pricing finale. teleborsa +3

Tassi di interesse golosi e rischi da non sottovalutare

I tassi d'interesse offerti sono senz'altro competitivi, ma è fondamentale sottolineare la natura di questi strumenti finanziari. Le obbligazioni, come comunicato dalla società, saranno titoli non garantiti (senior unsecured notes) e avranno pari rango in termini di diritto di pagamento rispetto a tutti i debiti, passività e altri obblighi non subordinati esistenti e futuri dell'azienda spaziale.

Un dettaglio cruciale per gli investitori, che il mercato sembra aver già valutato con attenzione: lo spread pagato per i bond decennali, pari a 1,4 punti percentuali sopra i Treasury statunitensi, è di circa 0,4 punti superiore alla media per titoli con rating BBB, segnale di una certa cautela da parte degli obbligazionisti. La domanda più forte, del resto, si è concentrata sulle tranche a scadenza più breve e quindi meno rischiose, a testimonianza di un approccio prudente.

Il ricavato dell'operazione sarà destinato a rimborsare integralmente i prestiti ponte in essere, a coprire le relative commissioni e spese e a finanziare gli obiettivi aziendali generali. Una mossa, quest'ultima, che apre a scenari futuri di grande respiro. startupitalia +3

Una maxi-emissione per ripianare debiti costosi

L'operazione obbligazionaria non è solo un'abile mossa di marketing finanziario, ma risponde a una precisa esigenza di bilancio. Secondo quanto ricostruito da Bloomberg, il debito da 17,5 miliardi di dollari accumulato dalle società X (ex Twitter) e xAI, se fosse rimasto in essere, avrebbe comportato oneri per interessi annui pari a circa 1,8 miliardi di dollari, considerando i tassi elevati del mercato high-yield.

Grazie all'emissione di bond investment grade e alla fusione con SpaceX, che ha ottenuto un rating da primario, l'azienda è ora in grado di pagare circa 1,5 miliardi di dollari di interessi all'anno sui 25 miliardi di nuova emissione, riducendo di centinaia di milioni la propria bolletta finanziaria. Un'operazione di ingegneria finanziaria che consente a Musk di allungare le scadenze del debito e di abbattere i costi, liberando risorse preziose per i piani di espansione futuri. ilsole24ore +3

Fusione con Tesla: l'ipotesi che fa tremare i mercati

Sullo sfondo della corsa di SpaceX, si staglia con sempre maggiore insistenza l'ipotesi di una fusione con Tesla. Un'operazione che, secondo gli analisti di Wedbush guidati da Dan Ives, sarebbe probabile con una percentuale superiore all'80% entro il prossimo anno e che creerebbe un colosso tecnologico dal valore di oltre 2,4 trilioni di dollari.

L'idea di unire la produzione di veicoli elettrici e batterie di Tesla con le capacità satellitari, spaziali e di intelligenza artificiale di SpaceX affascina Wall Street, tanto che alcuni analisti vedono nell'attuale tenuta del titolo Tesla un "premio di acquisizione" che si sta consolidando. La convergenza tecnologica è evidente, soprattutto nel campo dell'IA, con progetti comuni come Terafab per la produzione di semiconduttori.

Tuttavia, gli ostacoli sono enormi: le valutazioni delle due società, con SpaceX che vale circa 2 trilioni di dollari, la necessità di ottenere il via libera dalle autorità antitrust e la complessità di integrare due realtà operative e culturali diverse rendono l'operazione tutt'altro che scontata. Il mercato, per ora, sconta una possibilità, ma la prudenza rimane la parola d'ordine tra gli addetti ai lavori. euronews +3

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