Un oro per Mondelli: il canottaggio italiano sul tetto del mondo a Shanghai
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Redazione Sport
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Sette anni dopo l’ultima volta, il quattro di coppia maschile italiano è tornato a conquistare il titolo più ambito, ai mondiali di Shanghai, in una vittoria che va ben oltre il semplice valore sportivo. Quella di quest’anno, infatti, è un’affermazione che si carica di un significato profondo, legato alla memoria di Filippo Mondelli, il vogatore comasco che fu protagonista proprio nell’ultimo successo, a Plovdiv nel 2018. La sua scomparsa, il 29 aprile 2021 dopo un durissimo calvario durato un anno a causa di un osteosarcoma, ha lasciato un segno indelebile nell’ambiente del canottaggio, rendendo questo nuovo trionfo un ideale passaggio di testimone.
Un equipaggio tra continuità e rinnovamento oggi, al posto di Mondelli nel ruolo di prodiere, siede Luca Chiumento, che ha sapientemente raccolto l’eredità tecnica e umana. A completare l’equipaggio, un trio collaudato e di straordinaria potenza: Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Giacomo Gentili, i quali – non a caso – remavano già insieme in quella barca vittoriosa in Bulgaria. Questa continuità, unita all’innesto di un elemento nuovo e motivato, ha creato una miscela esplosiva, capace di interrompere una serie di risultati pur dignitosi – un argento e due bronzi negli ultimi anni – ma non all’altezza dell’obiettivo massimo.
L'emozione della vittoria le reazioni, subito dopo il termine della gara, hanno tradotto in parole l’intensità del momento. Giacomo Gentili, con la medaglia d’oro al collo e la voce rotta dall’adrenalina, ha confessato all’ufficio stampa federale la difficoltà di realizzare immediatamente l’accaduto. “Ancora devo capire, perché io sono uno che capisce sempre dopo”, ha affermato il capovoga, sottolineando come semplicemente pronunciare la frase “siamo campioni del mondo” sia di per sé un’esperienza emotivamente travolgente.




