Il Pallone d'Oro a Dembélé, Donnarumma re dei portieri ma dimentica il Psg

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ousmane Dembélé, l'ala francese del Paris Saint-Germain, ha conquistato il prestigioso riconoscimento individuale, aggiudicandosi il Pallone d'Oro 2025 dopo una stagione dominatrice sia in patria che in Europa. A precederlo sul podio, al secondo posto, il giovane fenomeno Lamine Yamal, mentre a completare una serata trionfale per il club parigino è stato il terzo posto di Vitinha, vero perno tecnico della squadra guidata da Luis Enrique, quest'ultimo premiato come miglior allenatore. Una tripletta, quella del Psg, che conferma un anno di supremazia assoluta.

La notizia, tuttavia, è stata offuscata da un particolare che non è sfuggito ai più attenti osservatori della serata. Gianluigi Donnarumma, il cui trasferimento al Manchester City è ormai realtà, ha infatti collezionato un doppio successo personale: oltre a piazzarsi al nono posto nella classifica finale del Pallone d'Oro, ha ritirato per la seconda volta nella carriera il premio Yashin come miglior portiere del mondo. Un riconoscimento meritato dopo un'annata da protagonista tra i pali. Nel corso del suo discorso di ringraziamento, però, l'estremo difensore italiano ha menzionato la famiglia, gli ex compagni di squadra e la nuova società inglese, omettendo del qualsiasi riferimento al Psg e al tecnico Luis Enrique, sotto la cui guida ha comunque disputato una grande stagione.

Una mancanza che non è passata inosservata, tant'è che il presidente del club parigino, Nasser Al-Khelaifi, intervenuto poco dopo per ritirare il premio di "squadra dell'anno", ha voluto aggiungere un ringraziamento generale, dichiarando di voler "ringraziare anche chi c'era prima, ovviamente pure Gigio". Un'apparente stoccata, la sua, per rimarcare come il contributo del portiere sia stato comunque parte di un successo collettivo. Intanto, sui social network, i tifosi hanno fatto sentire la propria voce, dividendo l'attenzione tra i meritati elogi per Dembélé e le proteste per la posizione in classifica di Donnarumma, ritenuta da molti troppo bassa per l'impatto avuto nella stagione appena conclusa.

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