La Sampdoria retrocede in Serie C, tra dolore e bilanci da risanare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Per la prima volta nella sua storia, la Sampdoria è ufficialmente in Serie C. Un epilogo amaro, annunciato da mesi di difficoltà sportive e gestionali, che ha lasciato senza parole tifosi e addetti ai lavori. Il pareggio contro la Juve Stabia, infatti, non è bastato per evitare il baratro, neppure attraverso il ripescaggio dei playout. Una caduta verticale, quella della squadra blucerchiata, che si inserisce in un contesto già critico: la Primavera è retrocessa in Under-18, mentre la formazione femminile rischia a sua volta di perdere la categoria.
Paolo Bedin, presidente della Lega B, ha espresso rammarico per quello che ha definito "un risultato triste per una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano". Parole pronunciate a margine di un evento Special Olympics, nelle quali ha sottolineato il dispiacere "per la Samp e per la gente doriana", auspicando un ritorno ai livelli che contano. Ma il problema, oltre che sul campo, è anche nei conti: l’accordo sul risanamento dei debiti, siglato con il Tribunale, dovrà essere rivisto alla luce della nuova situazione.
Enrico Nicolini, storico bandiera doriana e oggi opinionista, non ha usato mezzi termini: "Ho visto una squadra senza palle e costruita male". Un giudizio severo, il suo, che punta il dito contro una rosa sbilanciata, prima priva di difensori esperti e poi senza attaccanti di peso. Eppure, nonostante la delusione, Nicolini ha assicurato che continuerà a seguire la Samp "in Serie A, B, C o D", dimostrando un attaccamento che va oltre i risultati.




