Luka Modric e l’idea di restare al Milan: un altro anno da giocatore, poi nello staff di Allegri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Poche settimane fa, la frattura allo zigomo rimediata nello scontro con Locatelli sembrava aver chiuso in anticipo la sua prima stagione in rossonero, tanto che Massimiliano Allegri, forse con un eccesso di realismo, ne aveva quasi escluso un rientro prima dell’ultima giornata. Invece, da vero fuoriclasse abituato a sfidare il tempo, Luka Modric si prepara a esserci. Il croato, che come riporta il Corriere dello Sport si presenterà a San Siro “incerottato” (e solo per questo gesto di attaccamento meriterebbe l’applauso della curva), ha vinto la sua battaglia privata col bollettino medico e sarà regolarmente a disposizione per la sfida decisiva contro il Cagliari. Una presenza, la sua, che per il Milan non rappresenta solo una questione di qualità in mezzo al campo, ma il simbolo di una leadership silenziosa in un finale di campionato dal peso specifico enorme per il futuro dell’intero ambiente.
Il patto con Allegri e le condizioni per il rinnovo
Ma è oltre il novantesimo di domenica che si gioca il futuro più affascinante del centrocampista. Se da un lato c’è l’urgenza di blindare il terzo posto e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League (requisito fondamentale per ogni discorso di programmazione), dall’altro emerge con chiarezza il profilo di un’intesa che va ben oltre il semplice rapporto professionale tra allenatore e giocatore. Modric, a quarant’anni compiuti e con un altro Mondiale alle porte (il quinto, a testimonianza di una longevità incredibile), avrebbe infatti preso una decisione di massima: giocare un’ultima stagione dopo la rassegna iridata per poi appendere gli scarpini al chiodo e cominciare immediatamente una nuova carriera, questa volta dietro la scrivania o, meglio, in panchina. Il suo destino, nello specifico, sembra legato a doppio filo con quello di Allegri: il “patto” di cui parla la stampa specializzata prevede che Modric rinnovi per un altro anno solo a patto che sia il tecnico livornese a restare sulla panchina del Diavolo.
Dalla Champions al ruolo tecnico
Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un semplice pro forma. Il legame tra i due si è consolidato nel corso di questi mesi, alimentato da una stima reciproca che andrebbe oltre la tattica. Secondo le indiscrezioni, il croato avrebbe già trovato un’accordo di massima per entrare a far parte dello staff tecnico di Allegri a partire dalla stagione 2027-28, una volta appeso definitivamente il cappio al chiodo. C’è però una clausola implicita, quasi romantica nel calcio moderno, che lega questo passaggio di consegne al campo: per realizzare questo piano, il Milan dovrà prima raggiungere l’obiettivo Champions League. Senza la coppa dalle grandi orecchie, la trattativa potrebbe saltare, e Modric (pur volendo onorare il suo debito di riconoscenza verso Max) potrebbe accettare un’ultima avventura altrove prima di ritirarsi e diventare comunque un suo collaboratore.
Recovery e ultimo atto da titolare
Domenica contro il Cagliari, quindi, non sarà una partita come le altre. Oltre a valere un pugno di milioni di euro legati alla qualificazione europea, rappresenta la prima mossa di una lunga partita a scacchi tra le ambizioni del club e la fedeltà del singolo. Modric, che in questa stagione ha già collezionato trentasei presenze tra gol e assist, è pronto a scendere in campo dal primo minuto nonostante la maschera a protezione dello zigomo, dimostrando ancora una volta che la parola “impossibile” sembra non essere mai stata tradotta nella sua lingua. Se il Milan dovesse farcela, la prossima stagione lo vedrebbe ancora regista titolare per un ultimo ballo; in caso contrario, il Maestro potrebbe salutare la scena rossonera con un piccolo, grande rimpianto, pronto comunque a riabbracciare Allegri in una veste del tutto nuova l’anno seguente.




