COMMISSIONE EUROPEA * «AMMENDA DA 550 MILIONI DI € AD ALIEXPRESS PER VIOLAZIONE DEL REGOLAMENTO SUI SERVIZI DIGITALI»
Lunedì 20 luglio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// La Commissione infligge ad AliExpress ammende pari a 550 milioni di € per violazione del regolamento sui servizi digitali Oggi la Commissione europea ha inflitto ad AliExpress un’ammenda di 550 milioni di € per aver violato gli obblighi, previsti dal regolamento sui servizi digitali, di valutare e attenuare con diligenza i rischi connessi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla propria piattaforma di commercio elettronico. (agenziagiornalisticaopinione.it)
Se ne è parlato anche su altri giornali
Si tratta dell’ammenda più cara mai comminata dalla Commissione europea per infrazioni al DSA. (Eunews)
La Commissione ha stabilito che la piattaforma non ha agito con la dovuta attenzione nel monitorare la vendita di merci che mettono a rischio la sicurezza e i diritti dei cittadini dell'Unione. Secondo Bruxelles il marketplace di proprietà del colosso cinese Alibaba «non ha valutato e non ha mitigato diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma di e-commerce». (LaC News24)
Secondo Bruxelles, la piattaforma non avrebbe valutato in modo sufficientemente accurato la diffusione di questi articoli e non avrebbe adottato misure efficaci per limitarla. (DDay.it)
Secondo Bruxelles, AliExpress non avrebbe valutato correttamente i rischi legati al proprio marketplace né adottato sistemi efficaci per limitarli. (macitynet.it)
La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per violazione del Digital Services Act (Dsa), accusando il colosso dell’e-commerce di non aver adottato misure adeguate per contrastare la vendita di prodotti illegali, non sicuri e contraffatti. (Economy Magazine)
La Commissione europea multa Aliexpress per 550 milioni di euro. La piattaforma è accusata di non contrastare la vendita di prodotti illegali, contraffatti e pericolosi. E di violare quindi le regole del Digital Services Act. (Il Fatto Quotidiano)