Adro, l'incidente e l'agonia di Michela Tengattini: muore dopo 13 giorni. Il 52enne positivo alla cocaina ora indagato per omicidio stradale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono serviti tredici giorni per spegnere l'ultima speranza, quella che una giovane vita potesse farcela nonostante tutto. Michela Tengattini, 34 anni, di Capriolo, non ce l'ha fatta: il suo cuore ha smesso di battere giovedì 6 agosto all'ospedale Civile di Brescia, dove era ricoverata in condizioni critiche dal 24 luglio, quando una Volkswagen Golf l'aveva travolta mentre pedalava in via San Pancrazio ad Adro, nel Bresciano, a pochi passi dal confine con la Bergamasca.

La sera dell'incidente stava rientrando a casa insieme al compagno Lorenzo e alla loro bambina di tre anni, Camilla, che procedevano poco più avanti rispetto a lei e che, per fortuna, sono rimasti illesi; l'impatto con l'auto, sopraggiunta alle sue spalle, è stato violentissimo e le ha procurato un gravissimo trauma cranico, oltre a lesioni toraciche, tanto da richiedere un delicato intervento chirurgico e il successivo ricovero in rianimazione, in coma farmacologico, da cui non si è più risvegliata.

La dinamica dell'incidente e la ricostruzione dei carabinieri

L'incidente si è verificato intorno alle 21 di venerdì 24 luglio, quando la luce del giorno non era ancora del tutto svanita, lungo una strada secondaria che la giovane mamma percorreva abitualmente per tornare a casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Chiari, intervenuti per i rilievi, la 34enne stava procedendo nella stessa direzione dell'auto guidata da un 52enne di Castelli Calepio, che l'ha urtata da dietro, facendola cadere rovinosamente al suolo.

L'impatto è stato tale da richiedere l'intervento immediato dei soccorsi del 118, che hanno trasportato la donna in codice rosso al Civile di Brescia, dove le sue condizioni sono apparse fin da subito gravissime: non rispondeva agli stimoli ed è stata intubata e ricoverata in terapia intensiva. L'uomo alla guida della Golf si è fermato subito dopo l'incidente, mettendosi a disposizione delle forze dell'ordine, che lo hanno sottoposto agli accertamenti tossicologici di routine.

La positività alla cocaina e l'aggiornamento dell'accusa

Dai test è emersa una drammatica verità: il 52enne è risultato positivo alla cocaina, una scoperta che ha immediatamente aggravato la sua posizione, portando alla denuncia per guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'assunzione di stupefacenti.

Per quasi due settimane, mentre Michela lottava tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione, la sua famiglia e l'intera comunità di Capriolo hanno atteso un miglioramento che non è mai arrivato; la Procura aveva nel frattempo aperto un fascicolo per lesioni stradali gravissime, ma con il sopraggiunto decesso della donna l'ipotesi di reato è diventata inevitabilmente più grave.

Ora il conducente dovrà rispondere dell'accusa di omicidio stradale aggravato, un reato che prevede pene severe e che si configura proprio in presenza di un comportamento alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Il dolore della comunità e l'ultimo gesto di generosità

Michela Tengattini, laureata all'Università di Bergamo, era molto conosciuta e stimata a Capriolo, dove viveva e lavorava, e dove lascia il compagno Lorenzo, la figlia Camilla e i genitori. La notizia della sua morte ha gettato nello sconforto amici e conoscenti, che nei giorni scorsi si erano stretti attorno alla famiglia nella speranza di un miracolo, come testimoniato dai numerosi messaggi di vicinanza apparsi sui social e nelle comunità locali.

A rendere ancora più straziante la vicenda, la consapevolezza che la giovane mamma aveva espresso la volontà di donare gli organi, un gesto di estrema generosità che è stato rispettato e che rappresenta l'ultimo atto della sua breve esistenza. La salma della donna è stata ricomposta nella casa del commiato "Eredi Foglia" di Capriolo, dove nel pomeriggio di oggi, venerdì 7 agosto, si terrà una veglia di preghiera; i funerali verranno celebrati sabato 8 agosto alle 15 nella chiesa prepositurale di San Giorgio, prima della cremazione.

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