Il carrello della spesa: i prezzi delle case continuano a salire, ecco perché
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Redazione Economia
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Il mercato immobiliare italiano prosegue la sua ascesa in un contesto europeo dalle economie ancora sofferenti, rendendo l'acquisto di un'abitazione, specialmente nei grandi centri urbani, un'impresa sempre più proibitiva per una vasta fetta di famiglie. I dati più recenti fotografano una situazione in cui il sogno della casa di proprietà si allontana per molti.
I dati Istat confermano la crescita trainata dal mattone "vissuto"
A confermare questa tendenza è l'Istat, che nell'aggiornamento dell'indice Ipab per il secondo trimestre del 2025 rileva una crescita trainata in maniera preponderante dagli appartamenti usati. Rispetto al trimestre precedente l'incremento è stato del 2,7%, mentre su base annua i prezzi del cosiddetto "mattone vissuto" segnano un +4,5%, un valore di molto superiore a quello registrato per le abitazioni di nuova costruzione, fermo all'1,1%.
L'Italia a due velocità e la soglia critica dei 2.200 euro al metro quadro
La fotografia nazionale nasconde però profonde differenze territoriali. L'analisi di Nomisma per Affari&Finanza di Repubblica introduce un parametro fondamentale per interpretare queste discrepanze: la soglia dei 2.200 euro al metro quadro. Questo valore, che corrisponde grosso modo al costo stimato per abbattere e ricostruire un immobile, funge da spartiacque per la vitalità economica di una zona. Laddove i prezzi si collochino stabilmente al di sotto di questa linea, qualsiasi operatore professionale perde la convenienza a investire in rigenerazione urbana.
Le "periferie del mercato" e il crollo del valore degli immobili
È in questo solco che si inseriscono le performance delle cosiddette "periferie del mercoto", dove il valore della casa crolla a livelli che rendono vano qualsiasi discorso di investimento. In questa classifica in coda, Canicattì si piazza quartultima con un valore medio di 831 euro al metro quadro. A precederla, in una graduatoria dove il primato è negativo, si trovano Castel Volturno (781 euro/mq), Giarre (819 euro/mq) e Caltagirone (824 euro/mq). Numeri che, messi a confronto con quelli dei capoluoghi, mostrano l'abisso che separa le diverse Italie immobiliari.




