L’Inter vede lo scudetto, la premiazione anticipata e il conto alla rovescia di Chivu
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Redazione Sport
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A Milano, nel quartiere di Appiano Gentile, il clima è quello delle grandi occasioni. Il conto alla rovescia, ormai, è scandito da due numeri precisi: i quattro punti che separano l’Inter di Cristian Chivu dalla matematica certezza del ventunesimo titolo della sua storia. Le ultime uscite, va detto, hanno consegnato un quadro quasi definitivo: le vittorie nerazzurre contro Como e Cagliari – due squadre ostiche, se consideriamo la loro fase difensiva – hanno coinciso con il momento più buio del Napoli, fermo a un solo punticino in due turni. Un’emorragia di punti, quella degli azzurri, che ha trasformato un inseguimento serrato in un’arrampicata sulla sabbia.
La data dei festeggiamenti e l’ipotesi della Lega
Secondo quanto ricostruito da “La Gazzetta dello Sport”, la Lega Serie A starebbe seriamente valutando l’idea di consegnare la Coppa già alla penultima giornata. Un’eventualità, questa, che trasformerebbe la partita casalinga contro il Verona in una festa programmata. Non è un dettaglio da poco: anticipare la cerimonia rispetto all’ultimo fischio stagionale è una scelta che richiede logistica e, soprattutto, la certezza aritmetica del sorpasso. Eppure, i numeri parlano chiaro. L’allungo decisivo dei nerazzurri, unito alla sconfitta interna del Napoli contro la Lazio al Maradona – un ko che ha fatto male più per l’atteggiamento che per il risultato – ha scavato un solco che appare ormai incolmabile a poche tornate dal termine.
L’elettroshock Barella e il riscatto di Thuram
“Il Giornale”, dal canto suo, usa un termine forte: elettroshock Barella. Il centrocampista, nelle ultime uscite, ha trascinato la squadra con prestazioni di sostanza e qualità, zittendo di fatto quelle voci – circolate nei mesi scuri – che avevano messo in dubbio la tenuta dell’intero reparto. E a proposito di riscatti, c’è anche Marcus Thuram. L’attaccante francese, bersaglio nei mesi scorsi di critiche feroci (qualcuno, lo ricorda il quotidiano, aveva persino suggerito di cederlo), ha risposto sul campo. Con gol e assist decisivi, ha ribaltato il giudizio di chi lo voleva fuori rosa, dimostrando che il gioco duro – quello dei momenti che contano – è il suo terreno naturale.
I possibili incastri: Torino, Parma e il 3 maggio a San Siro
L’aritmetica, si diceva, non mente. Servono quattro punti. E gli appuntamenti sono due: prima il Torino, poi il Parma. Se l’Inter dovesse vincere entrambe – o anche solo raccogliere un successo e un pareggio – la pratica scudetto si chiuderebbe anzitempo. C’è però un’altra data cerchiata in rosso sul calendario: il 3 maggio, a San Siro, contro il Parma. In quel caso, se i conti tornassero, i festeggiamenti scoppierebbero in casa. La rincorsa di Antonio Conte – va ricordato – è naufragata in poche settimane: si è passati da -7 a -12, un’emorragia che ha tolto convinzione all’ambiente partenopeo. Frase celebre, quella di Di Napoli, che ha definito “eccezionale” il percorso dell’Inter. E, a guardare i numeri, non si può dargli torto. Quando il gioco si fa duro, insomma, sono i duri a giocare. E questa Inter, ormai, ha le mani sul trofeo.




