Bad Bunny a Milano tra cene da star e pantaloni corti da record

Bad Bunny a Milano tra cene da star e pantaloni corti da record
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A meno di ventiquattr'ore dal primo dei due attesissimi concerti che si terranno all'Ippodromo SNAI La Maura, è già un tripudio di like e condivisioni per la cena milanese del cantante portoricano. Bad Bunny, al secolo Benito Antonio Martínez Ocasio, ha scelto il raffinato «Al Baretto Sant'Ambrogio» come tappa golosa prima di salire sul palco, ma se la sua musica infiamma le classifiche di tutto il mondo, sono i suoi outfit — e in particolare i suoi pantaloncini — a dettare legge nel fashion system internazionale.

La notte della lingua con l’astice e del tartufo volante

Giovedì 16 luglio, il cantante si è concesso una serata di relax in compagnia della fidanzata Gabriela Berlingeri nel locale del quartiere Tortona, che ha subito diffuso uno scatto sui social, facendo immediatamente il giro del web e collezionando migliaia di like. Ad accogliere la superstar, il Restaurant Manager Marco Sacco, il quale ha raccontato che la coppia, seppur in incognito con cappuccio e occhiali scuri, si è rivelata estremamente affabile e scherzosa con tutto lo staff.

La cena è stata un vero e proprio tributo alla cucina italiana: i commensali hanno ordinato tre porzioni di primi — risotto alla milanese, linguine con l’astice e tagliolino al ragù di culatello — per poi concludere con una cotoletta e un sorbetto al limone. Il momento più divertente della serata, però, è stato quando una cameriera, mentre grattugiava il tartufo sul piatto, ha fatto scivolare via il prezioso tubero, scatenando l’ilarità del cantante che ripeteva divertito «Tartufo, tartufo!» in italiano.

Un impero economico tra musica e moda

L'impatto di Bad Bunny su Milano, in realtà, va ben oltre la cronaca mondana. Con due serate che richiameranno circa 78.500 spettatori a notte, per un totale di 157mila biglietti venduti in meno di quattro ore, si stima un indotto economico compreso tra i 35 e i 45 milioni di euro. Sebbene il pubblico, composto prevalentemente dalla Generazione Z e dai Millennials, abbia una capacità di spesa media inferiore rispetto a quello di artisti come Taylor Swift o Bruce Springsteen, il fenomeno è tale da far registrare un aumento delle prenotazioni aeree per Milano dell'8,5%.

E se la musica muove milioni di persone, il suo guardaroba personale sta rivoluzionando le vendite nel settore dell'abbigliamento: la recente collaborazione con Zara per la collezione «Benito Antonio», forte di 150 pezzi e di una pop-up a San Juan che ha fatto registrare il tutto esaurito, ha reso virali i cosiddetti "bad shorts". Si tratta di pantaloncini cortissimi, ispirati allo stile sportivo e alla cultura del running, che il cantante indossa abitualmente e che hanno spopolato sugli scaffali a prezzi che vanno dai 29,95 euro in su.

Il contesto: scaletta, attese e scenografia

In attesa di vedere dal vivo se la celebre "Casita" — la riproduzione di una tipica abitazione portoricana che fa parte della scenografia — farà la sua comparsa anche sul palco milanese, i fan si preparano a una scaletta di oltre 30 brani che spazia dai vecchi successi come «Tití Me Preguntó» fino ai pezzi del nuovo album vincitore del Grammy, come «DTMF».

L'opening act è affidato alla band Chuwi, che ha collaborato con l'artista nel brano «WELTiTA», mentre l'inizio dello show è fissato per le 20:00, con i cancelli che apriranno già dal primo pomeriggio per gestire i flussi di un evento che, per dimensioni e risonanza, è considerato il più imponente dell'anno in Italia.

Tra risate e tradizione culinaria

Se la moda dei pantaloni corti farà discutere per tutta l'estate, è la semplicità della serata milanese a lasciare il segno. Bad Bunny, lontano dal cliché della star inavvicinabile, ha scherzato con i camerieri, si è fatto consigliare i vini rossi dal sommelier e ha scelto il menù più tradizionale, dimostrando un'autentica passione per i sapori nostrani.

La scelta di «Al Baretto Sant'Ambrogio», una meta elegante e classica lontana dai locali più alla moda, è stata interpretata come il desiderio di assaporare un'autentica esperienza di ospitalità milanese, lontano dal caos del tour, prima di scatenare l'energia del suo reggaeton sul palco dell'Ippodromo.

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