Il contatto Bremer-Colombo è “fortuito”, l’Aia spiega: “Gol giusto, niente rigore per il Parma”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il verdetto, per dirla con un linguaggio da campo neutro, è arrivato da Lissone, dove il centro Var interroga e risponde. Mauro Tonolini, componente della Can, ha tracciato un bilancio piuttosto netto sulla trentunesima giornata di Serie A, quella che – tra scarpe perse e braccia che diventano muri – aveva sollevato più di un sopracciglio. “Siamo molto soddisfatti di questo weekend”, ha detto durante la trasmissione “Open Var” su Dazn, “tanta qualità su tutti i campi”. Una presa di posizione, la sua, che ha cercato di mettere ordine negli episodi più spinosi, a cominciare dal primo goal della Juventus contro il Genoa.

La scarpa di Colombo e il verdetto del Var: “Incrocio accidentale”

Il momento clou, quello destinato a finire sotto la lente di ingrandimento, riguarda il contatto tra Bremer (difensore bianconero) e l’attaccante rossoblù Colombo. Quest’ultimo, nel ricadere dopo un contrasto aereo, perde una scarpa. L’immagine, da sola, avrebbe potuto suggerire un intervento irregolare; e invece, ascoltando il dialogo tra il Var Paterna e l’arbitro Massa, emerge un quadro diverso. “Nel ricadere gli toglie la scarpa, ma è un contatto assolutamente fortuito”, ha chiarito Paterna in diretta. Tonolini, nel suo intervento successivo, ha ribadito il concetto senza lasciare spazio a interpretazioni alternative: il fatto che Colombo perda lo scarpino è conseguenza di un incrocio accidentale e involontario, non c’è nessuna scorrettezza. Di conseguenza – spiega l’esponente della Can – la convalida della rete è stata corretta, e il Var ha fatto bene a non chiamare l’on field review (OFR). Anche un’eventuale revisione al monitor, insomma, sarebbe stata inutile.

Dal rigore negato al Parma a Maleh: le altre decisioni al vaglio

Non solo il big match di Torino, però. La trentunesima giornata ha offerto altri snodi arbitrali significativi, come la mancata concessione del penalty al Parma. Su questo fronte, la spiegazione tecnica offerta da Tonolini è altrettanto netta: “È stata valutata irregolare la posizione di Pellegrino”. L’analisi, svolta in maniera corretta, parte da un presupposto cronologico: prima c’è un fuorigioco che diventa “oggettivo” nel momento in cui Pellegrino entra in contatto con Tavares. Questo contatto, spiega il componente della Can, mette in secondo piano persino il possibile tocco di mano che qualcuno avrebbe voluto contestare. E poi ci sono le tensioni nel finale di Verona-Fiorentina, con le espulsioni di Suslov e Gudmundsson, oltre al caso di Maleh in Cremonese-Bologna. Episodi, questi ultimi, che il centro Var di Lissone ha rivisto e archiviato senza particolari ripensamenti: le decisioni prese sul campo, insomma, hanno retto all’esame della moviola in sala.

Un weekend di “alta qualità” secondo l’Aia: il bilancio senza sbavature

Il quadro che ne esce, almeno a parole di chi dirige la Can, è quello di un campionato che viaggia su binari tecnicamente puliti. “Tanta qualità su tutti i campi”, ha ripetuto Tonolini, sottolineando la soddisfazione generale per l’operato delle terne arbitrali. Nessun mea culpa, nessun episodio che abbia richiesto una retromarcia. Anzi, la linea difesa dall’Aia è chiara: il gol della Juventus è regolare, il contatto Bremer-Colombo è un evento fortuito e non sanzionabile, così come il rigore non dato al Parma segue una logica di priorità (fuorigioco prima di ogni altra cosa). Il messaggio, per chi segue il campionato, è che la tecnologia – almeno in questo turno – ha funzionato come convalida, non come correttivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.