Tifosi del Milan furia social dopo il ko col Parma, la moviola di Milan-Parma e le condizioni di Loftus-Cheek

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta interna del Milan contro il Parma, maturata per 1-0 con una rete di Troilo a dieci minuti dal termine, ha scatenato l’ira dei sostenitori rossoneri, i quali sui social network parlano di un vero e proprio scippo ai danni della propria squadra. L’episodio incriminato, e attorno al quale ruota buona parte del dibattito post-partita, è proprio la marcatura del difensore crociato: un’azione nata da un calcio d’angolo che l’arbitro Piccinini, dopo un primo momentaneo annullamento, ha deciso di convalidare a seguito di un lungo on-field review della durata di diversi minuti. La rabbia dei tifosi, una rabbia palpabile che si mescola a una certa dose di ironia amara, si è riversata sui profili social del club e sugli hashtag di tendenza, con commenti che richiamano fantomatiche presenze esterne, come nel caso di alcuni che hanno invitato a guardare il labiale del marcatore, Troilo, un’esultanza che qualcuno ha voluto interpretare come un’invocazione a Marotta, presidente dell’Inter. Al di là delle letture para-umoristiche della folla social, la sostanza delle proteste poggia su due pilastri: il contatto in area tra Valenti e Maignan e la spinta di Troilo su Bartesaghi.

Le analisi tecniche e i dubbi regolamentari sull’operato di Piccinini

L’analisi della moviola, ripresa dalle principali testate sportive, evidenzia più di una perplessità riguardo le scelte del direttore di gara. Il Corriere dello Sport, assegnando un 4,5 in pagella a Piccinini, ha titolato riguardo il caos generato dalle sue decisioni, soffermandosi in particolare su due frangenti. Il primo, al minuto 8, quando il portiere del Parma Corvi, uscendo in maniera avventata, travolge Loftus-Cheek in area di rigore: un intervento che, a molti commentatori, è parso da penalty, ma che l’arbitro ha giudicato regolare, punendo anzi una carica del centrocampista inglese. Il secondo, decisivo, è la già citata rete di Troilo. Su quest’ultimo episodio, l’ex arbitro Luca Marelli, intervenuto a DAZN, ha offerto una lettura puntuale del regolamento, spiegando come il blocco di Valenti su Maignan, lungi dall’essere un contatto di gioco casuale, configuri un’ostruzione vera e propria. Marelli ha citato testualmente la regola 12, quella che disciplina falli e scorrettezze, per sottolineare come il difensore del Parma si sia spostato sulla traiettoria del portiere con l’obiettivo di rallentarlo, quando il pallone non era a distanza di gioco né dell’uno né dell’altro. Secondo questa interpretazione, la rete non avrebbe dovuto essere convalidata, e il ricorso al VAR per una on-field review sarebbe stato, paradossalmente, un errore procedurale, vista la mancanza di un chiaro ed evidente errore da parte del direttore di gara che, in prima battuta, il fallo lo aveva giudicato tale.

L’infortunio di Loftus-Cheek e le parole dello staff tecnico

A rendere ancora più amara la serata per l’ambiente del Milan, già provato dal ko e dall’allungo in classifica dell’Inter, ora distante dieci lunghezze, c’è il bollettino medico riguardante Loftus-Cheek. Lo scontro con il portiere avversario, infatti, ha avuto conseguenze ben più serie di una semplice contusione. I primi accertamenti strumentali effettuati in ospedale hanno evidenziato per il giocatore inglese una frattura dell’osso alveolare, con la rottura di alcuni denti superiori. Un infortunio che richiederà un intervento chirurgico nelle prossime ore e che, prevedibilmente, terrà lontano il centrocampista dai campi per un periodo piuttosto lungo, privando così Massimiliano Allegri di una pedina importante nel finale di stagione. Il tecnico livornese, squalificato, ha lasciato le dichiarazioni post-partita al suo vice, Marco Landucci. Landucci, pur senza nascondere l’amarezza per una sconfitta che interrompe una striscia positiva durata 24 giornate, ha evitato di alimentare le polemiche arbitrali, concentrandosi invece sulla sterilità offensiva della squadra: “Non siamo contenti, oggi la palla non voleva entrare”, ha commentato, parlando di una serata storta nella quale nulla è girato per il verso giusto, a partire dall’infortunio occorso a Gabbia già nel riscaldamento. Il suo discorso si è focalizzato sulla necessità di ripartire immediatamente, guardando al prossimo impegno di campionato e tenendo d’occhio l’obiettivo principale, ovvero il ritorno in Champions League, più che una rincorsa al Titolo ormai compromessa.

Il coro di dissenso sui social e le interpretazioni ironiche

Mentre lo spogliatoio fa i conti con le difficoltà del momento, il web diventa la piazza principale dove i sostenitori danno sfogo al proprio disappunto. La sensazione, amplificata dalla lente dei social network, è quella di una partita falsata da decisioni incomprensibili. Non sono mancati, come detto, i riferimenti sarcastici alla presunta felicità della dirigenza nerazzurra per un risultato che favorisce oggettivamente la corsa scudetto dei cugini. Qualcuno si è spinto a leggere il labiale di Troilo al momento dell’esultanza, ipotizzando un urlo di giubilo rivolto a Marotta. Si tratta, naturalmente, di suggestioni tipiche del tifo, suggestioni che però fotografano il clima di sfiducia che circonda l’operato della classe arbitrale. Al di là degli slogan e della caccia al colpevole, però, resta la cronaca di un pomeriggio storto per i rossoneri, capaci di collezionare 24 risultati utili di fila e di fermarsi proprio contro il Parma, inciampando in una sconfitta che, al di là delle polemiche, riapre vecchi scenari sulle difficoltà della squadra nel concretizzare la propria supremazia territoriale contro avversarie chiuse e organizzate.

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