Juventus-Inter, un derby che non conosce stagione
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Redazione Sport
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Si riparte da Juventus-Inter, un confronto che, per la sua natura intrinseca, travalica la classifica e il calendario, imponendosi come un evento a sé stante. In un mondo perfetto, o quantomeno meglio organizzato, Igor Tudor e Cristian Chivu, entrambi alle prese con un incarico di prestigio acquisito in corsa – il primo a marzo, il secondo a giugno –, non si troverebbero a dover schierare formazioni frutto di scelte non proprio loro né a scervellarsi per trovare soluzioni a problemi ereditati. Pilotano, loro malgrado, macchine progettate per altri, il che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una sfida già di per sé intricata.
Non c’è nulla da fare, che arrivi alla terza giornata o che metta in palio il titolo, Juventus-Inter non sarà mai una partita come tutte le altre. Anche se i due tecnici, seguendo un copione collaudato, tentano di sminuirne il peso specifico – Tudor la definisce «non speciale» e Chivu ricorda che «siamo solo all’inizio» –, il tentativo risulta vano. Perché, al di là dei tre punti in palio, in ballo c’è molto di più: si giocano l’orgoglio, la storia e una rivalità che affonda le radici in decenni di sfide, veleni e battute che sono entrate nel folklore calcistico nazionale.
La natura eterna di questo clásico italiano è ben riassunta da aneddoti come quello di Giorgio Chiellini e sua figlia Nina, la quale, qualche anno fa, paragonava la scuola al dispiacere di vedere segnare i nerazzurri. Un episodio che, al di là della sua semplicità, racchiude perfettamente come la contrapposizione sia tramandata e vissuta persino in ambito familiare, diventando parte di un patrimonio emotivo condiviso.




