Gasperini detta l’agenda ai Friedkin: “Voglio essere ascoltato” mentre Ryan sbarca a Trigoria per il futuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La pazienza, si sa, non è mai stata una virtù che appartiene a Gian Piero Gasperini, il quale, forte di un contratto che lo lega alla Roma fino al 2028 e di una posizione di potere emersa in modo inequivocabile dopo il “duello” interno vinto su Claudio Ranieri, ha deciso che è arrivato il momento di smettere i panni del semplice allenatore e indossare quelli, molto più ingombranti, del manager. Il tecnico di Grugliasco, infatti, ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro alla proprietà giallorossa, parlando a mezzo stampa di un desiderio di essere “ascoltato” in questa fase delicatissima che precede la finestra di mercato. «In questo momento la proprietà è impegnatissima – ha dichiarato Gasp, facendo intendere che l’orologio della programmazione ticchetta veloce – ma quando riterrà opportuno muoversi, accelererà». Una dichiarazione che sa tanto di pungolo, quasi un promemoria per i Friedkin affinché non perdano di vista il “binario della programmazione futura” su cui lui stesso vuole far correre il treno giallorosso, senza aspettare che la concorrenza prenda troppo vantaggio.
Ed è proprio in questo clima di attesa febbrile che si inserisce l’arrivo nella Capitale di Ryan Friedkin, il figlio del proprietario Dan, giunto a Trigoria in gran segreto per sedersi attorno a un tavolo e mettere nero su bianco le priorità del club in vista della prossima stagione. La sua presenza, peraltro confermata da diverse testate, rappresenta il segnale concreto che la famiglia texana ha recepito l’urgenza di dare una struttura solida al progetto tecnico voluto da Gasperini. I colloqui, che si svolgeranno a porte chiuse nel centro sportivo, sono destinati a coprire un ventaglio di questioni cruciali: non solo la definizione del budget per il calciomercato, ma anche la scelta del nuovo direttore sportivo, figura cardine per la quale la proprietà sta vagliando una rosa di candidati che possa sposarsi perfettamente con le esigenze del mister.
Per quanto riguarda la successione in dirigenza, con l’ormai imminente addio di Frederic Massara (con il quale il feeling tecnico non è mai realmente sbocciato), il nome che scalda la piazza è quello di Tony D’Amico, un vecchio pallino di Gasperini ai tempi dell’avventura bergamasca e, a quanto pare, il suo “preferito” in assoluto per ricoprire il ruolo. Subito dietro, nelle preferenze, si piazza Giovanni Manna, ma non sarebbero escluse nuove candidature nel caso in cui le trattative dovessero arenarsi. Oltre al dossier dirigenziale, Friedkin e Gasperini si confronteranno anche sui rinnovi contrattuali di alcuni big (con particolare attenzione ai casi di Dybala e dei vari in scadenza) e sulla logistica del ritiro estivo, tutti tasselli necessari per non arrivare impreparati alla prossima corsa alla Champions League.
L’era del “tuttologo” dopo l’addio di Ranieri
Il clima che si respira a Trigoria, da quando la società ha risolto il braccio di ferro dando ragione al tecnico, è cambiato radicalmente: la Roma vola senza il peso dell’ex senior advisor. Basti pensare che, dopo i botta e risposta che hanno caratterizzato le ultime settimane, la squadra è apparsa finalmente libera da condizionamenti esterni, stretta attorno a un’unica idea di gioco e pronta ad accelerare nel rettilineo finale. Gasperini, in pectore “manager all’inglese”, ha così raccolto l’eredità di Ranieri (che si apprestava a lasciare il ruolo di "garante"), accentrando su di sé molte delle leve decisionali che prima erano condivise. Chi gli sta vicino racconta di un tecnico che non intende ripetere gli errori del passato: per rafforzare questa Roma, vuole che la sua voce sia l’unica a contare quando si parla di strategie di mercato e assetto societario.
Ryan Friedkin, giorni decisivi tra mercato e nuovo ds
Ryan Friedkin, che in queste ore si è insediato a Trigoria con il suo stile abituale, fatto di riservatezza e operatività silenziosa, ha quindi davanti a sé un'agenda fittissima. I temi sul tavolo sono pesanti: la proprietà deve decidere se investire pesantemente per accontentare subito il tecnico o se mantenere un profilo più basso in attesa del settlement agreement con l’Uefa. Una cosa, tuttavia, appare certa: dopo la scelta drastica di sacrificare Ranieri, i Friedkin non possono permettersi di scontentare Gasperini. Le prossime ore saranno decisive per capire se il matrimonio tra la proprietà americana e il carattere forte del tecnico di Grugliasco riuscirà a produrre quella sintonia perfetta che finora, tra silenzi e incomprensioni, è sempre mancata.




