Cannabidiolo in Italia: un nuovo decreto ministeriale cambia le regole

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il Ministero della Salute italiano ha recentemente pubblicato un nuovo decreto che prevede l'inserimento del cannabidiolo (CBD), ottenuto da estratti di Cannabis, nella Tabella dei medicinali - sezione B. Questa sezione comprende i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis.

Il decreto e le sue implicazioni

Il decreto, firmato il 27 giugno 2024, è stato pubblicato nuovamente il 6 luglio. Questo provvedimento inserisce le composizioni per somministrazione ad uso orale di CBD nella tabella B dei medicinali. Il CBD è uno dei principi attivi della cannabis non stupefacente e per questo non incluso nelle Convenzioni Onu sulle sostanze narcotiche e psicotrope. Tuttavia, con questo decreto, il CBD viene considerato un farmaco sotto stretto controllo perché stupefacente.

Reazioni del settore

La decisione del Ministero della Salute ha sollevato preoccupazioni e critiche tra i professionisti del settore. L'associazione degli Imprenditori Canapa Italia ha definito il decreto un grave ritorno al passato e ha annunciato un nuovo ricorso. Secondo loro, questa mossa rappresenta un significativo passo indietro per l'industria della canapa in Italia.

Il CBD e la legge

Dopo la sospensione del precedente decreto da parte del TAR del Lazio, il governo ha deciso di inserire nuovamente i prodotti a base di CBD nella lista delle sostanze medicinali contenenti stupefacenti. Questa decisione ha portato all'inserimento delle composizioni per somministrazione ad uso orale di CBD nella Tabella B dei medicinali. Con questo atto, l'Italia diventa l'unico Paese europeo a classificare il CBD come una droga vietata.

Il nuovo decreto ministeriale ha cambiato significativamente la posizione dell'Italia sul CBD, suscitando preoccupazioni e critiche tra gli imprenditori e i professionisti del settore. La situazione rimane in evoluzione e sarà interessante vedere come si svilupperà nei prossimi mesi.

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