San Carlo, scontro sulla nomina del sovrintendente. De Luca: «Teatro allo sbando»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scelta del nuovo sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli ha acceso un conflitto istituzionale che vede opposti il sindaco Gaetano Manfredi e la maggioranza del Consiglio di indirizzo, composta da rappresentanti del ministero della Cultura e della Regione Campania. «Sono quattro mesi che il San Carlo è allo sbando, che altro bisognava aspettare?», ha dichiarato il presidente della Campania Vincenzo De Luca, intervenendo con toni duri sulla vicenda che rischia di travalicare i confini del dibattito culturale per diventare una questione politica.

Manfredi, che presiede la fondazione del Lirico, ha minacciato di ricorrere alle vie legali qualora la nomina – decisa in sua assenza – dovesse essere formalizzata. «Sono un uomo di pace, ma mi stanno costringendo a fare la guerra», avrebbe detto il primo cittadino, secondo quanto riportato da fonti vicine al suo entourage. La tensione, che affonda le radici in mesi di stallo gestionale dopo la scadenza del mandato del precedente sovrintendente, si è acuita con il cosiddetto "blitz" del Consiglio, che ha proceduto all’indicazione del nuovo dirigente senza il suo assenso.

De Luca, da parte sua, ha rilanciato l’offensiva anche sul fronte sanitario, collegando implicitamente le criticità del San Carlo a una più ampia inefficienza amministrativa. Se da un lato il governatore insiste sulla necessità di sbloccare una situazione ormai paralizzata, dall’altro Manfredi contesta la legittimità della procedura, denunciando una forzatura che potrebbe avere ripercussioni giudiziarie.

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