Prima volta in Italia, ad Ancona la nuova ablazione per la fibrillazione atriale con il catetere a campo pulsato
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Redazione Salute
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L'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche ha raggiunto un traguardo storico per la cardiologia italiana, eseguendo presso l'ospedale di Torrette la prima procedura di ablazione della fibrillazione atriale con il nuovo sistema a campo pulsato 'Affera Sphere-360' di Medtronic.
L'intervento, effettuato dall'équipe del professor Antonio Dello Russo, direttore della Clinica di cardiologia e aritmologia dell'Aoum, rappresenta una svolta significativa nel trattamento di una delle aritmie più diffuse, tanto più considerevole se si considera che il dispositivo è stato introdotto in Europa soltanto il 22 giugno scorso e non è ancora disponibile negli Stati Uniti.
Le potenzialità offerte da questa tecnologia, che si inserisce nell'ecosistema della piattaforma Affera già nota per il catetere Sphere-9 e il software Prism-2, aprono scenari inediti per la gestione di una patologia che colpisce una fetta sempre più ampia della popolazione, con implicazioni cliniche e sociali di primaria importanza.
Un nuovo paradigma per il trattamento delle aritmie
La fibrillazione atriale, che possiamo immaginare come un cortocircuito elettrico che sconvolge il ritmo del cuore, è una condizione che in Italia riguarda circa il 2% della popolazione generale, con una prevalenza che può superare il 10% tra gli ultra settantacinquenni, portando alla diagnosi di circa 120mila nuovi casi ogni anno. Il nuovo sistema 'Affera Sphere-360' ridisegna l'approccio alla procedura nota come 'single shot', tradizionalmente utilizzata per isolare le vene polmonari.
A differenza delle tecniche convenzionali, questo catetere è progettato per effettuare un'ablazione circonferenziale completa senza alcuna rotazione, garantendo al contempo un flusso di lavoro integrato che permette di mappare, ablare e validare l'intervento con un unico strumento. L'integrazione esclusiva offerta dalla piattaforma, come spiega il professor Dello Russo, crea un nuovo paradigma nell'elettrofisiologia, consentendo di passare dalla diagnosi al trattamento in modo più fluido e preciso.
I vantaggi della tecnologia a campo pulsato
L'innovazione principale, tuttavia, risiede nella natura stessa dell'energia utilizzata. Mentre le tecniche tradizionali si basano sul calore della radiofrequenza o sul freddo della crioterapia, il catetere a campo pulsato (Pfa) agisce selettivamente sul tessuto cardiaco responsabile dell'aritmia attraverso impulsi elettrici ultrarapidi, riducendo al minimo l'impatto sulle strutture sane circostanti.
Questa selettività, già sperimentata dall'équipe di Torrette con il precedente sistema Sphere-9, si traduce in un profilo di sicurezza elevato, procedure più rapide, un recupero post-operatorio migliore e degenze più brevi per i pazienti. L'aggiornamento tecnico-operativo rappresenta un ulteriore passo in avanti, come sottolineato dall'azienda, per garantire standard qualitativi sempre più elevati e superare i limiti degli attuali standard terapeutici.
L'AOU delle Marche si conferma centro d'eccellenza
Questo risultato non è casuale, ma rappresenta il consolidamento di un percorso di specializzazione che pone l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ai vertici nazionali nel campo dell'innovazione cardiologica. Come evidenziato dal direttore generale Armando Marco Gozzini, la possibilità di accedere a sistemi di ultima generazione gioca un ruolo fondamentale, e il fatto che il nuovo catetere non sia ancora stato lanciato negli Stati Uniti esalta ulteriormente il primato ottenuto dall'ospedale di Torrette.
La struttura si conferma un punto di riferimento per la complessità delle cure, attirando pazienti non solo dalla regione ma anche dal Sud Italia, e si inserisce in un quadro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale in molteplici aree, dalla cardiochirurgia alla neurologia. L'introduzione di questa tecnologia, frutto della collaborazione con l'azienda lombarda Medtronic, non fa che rafforzare la vocazione all'avanguardia di un centro che, come dichiarato dallo stesso Gozzini, è già pronto ad accogliere le sfide future del sistema sanitario.




