Brambilla, la Juve col modello Next Gen: "Yildiz si usa così. L'ho letto nei loro occhi"
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Redazione Sport
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La Juventus ha interrotto una serie negativa che si protraeva da otto partite, imponendosi per 3-1 sull'Udinese in un Allianz Stadium che ritrovava il sapore della vittoria. A guidare la squadra in questa sfida infrasettimanale, in attesa dell'arrivo di Thiago Motta, è stato Massimo Brambilla, allenatore della formazione Next Gen, il quale ha saputo infondere quel carattere che era parso smarrito. I bianconeri, che hanno chiuso in dieci uomini, sono passati in vantaggio dopo pochi minuti con un rigore freddamente realizzato da Dušan Vlahović, dimostrando un'impostazione aggressiva fin dalle fasi iniziali. La reazione degli ospiti, però, non si è fatta attendere e sul finire del primo tempo ha portato al momentaneo pareggio, una parentesi che non ha scalfito la determinazione del gruppo.
La risposta di carattere e l'inzuccata di Gatti
Dopo la battuta d'arresto, la risposta della Juventus è stata immediata e carica di volontà, elementi che Brambilla ha indicato come fondamentali. A riportare avanti i bianconeri è stata un'azione di forza: Federico Gatti, con una caratteristica "inzuccata" su un calcio d'angolo, ha riconquistato il vantaggio per la sua squadra. Quel gol, nato dall'istinto e dalla voglia di impattare l'area di rigore, ha simboleggiato la ritrovata grinta di una formazione che sembrava averla dimenticata. Lo stesso Gatti, al termine dell'incontro, ha sottolineato come quella marcatura, e la vittoria stessa, rappresentassero un punto di ripartenza essenziale dopo un periodo complicato, ridando fiducia a un ambiente che ne aveva bisogno.
La chiusura del cerchio con Yildiz e le sensazioni di Brambilla
A chiudere la partita ci ha pensato poi Kenan Yildiz, autore del terzo gol su calcio di rigore, guadagnato e trasformato con una sicurezza che ha messo in luce le sue qualità. L'utilizzo del giovane talento è parso uno degli aspetti più significativi della gestione di Brambilla, il quale, parlando della squadra, ha rivelato: "Il morale non era buono, la squadra aveva voglia di rivalsa". Il tecnico ha spiegato di aver cercato di trasmettere principalmente fiducia e serenità, trovando nei giocatori una risposta immediata. "Ho letto nei loro occhi la voglia di riscattarsi", ha aggiunto, evidenziando come il compito fosse semplicemente quello di tirare fuori la qualità già presente in un gruppo di lavoro che ha meritato pienamente i tre punti.
Il percorso di un tecnico legato al territorio
La presenza di Brambilla in panchina ha aggiunto un elemento di curiosità alla serata, raccontando un legame inaspettato con il mondo del calcio di base. Il suo percorso, che lo ha visto chiudere la carriera da calciatore con la fascia di capitano del Pergocrema, prima di iniziare quella da allenatore proprio nel vivaio gialloblù, colloca questa esperienza in una cornice personale significativa. Per lui, ha confessato, è stata una "bella emozione vivere questo contesto da dentro", un'esperienza che, seppur breve, ha permesso di applicare i principi del modello Next Gen alla prima squadra, ottenendo una prestazione di sostanza e cuore che ha restituito ottimismo alla società.




