Kiev colpisce ancora il ponte di Crimea, Mosca promette ritorsioni mentre Kharkiv sotto attacco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra martedì e mercoledì, l’esercito russo ha sferrato un nuovo attacco su Kharkiv, nell’Ucraina orientale, bersagliando la città con missili e droni kamikaze. Igor Terekhov, sindaco del capoluogo, ha confermato diverse esplosioni, tra cui un colpo diretto a un’azienda nel distretto di Novabavarsky. «La città è sotto attacco», ha avvertito, mentre Oleg Synegubov, capo dell’amministrazione militare regionale, ha ribadito la gravità dell’offensiva, la cui intensità non accenna a diminuire nonostante le perdite subite dalle truppe di Mosca sul fronte orientale.

Intanto, i servizi segreti ucraini hanno rivendicato un’operazione spettacolare: il terzo attacco al ponte di Crimea, simbolo dell’annessione russa della penisola nel 2014. Secondo fonti dell’intelligence di Kiev, gli esplosivi sono stati posizionati sott’acqua nei mesi scorsi, minando progressivamente i piloni della struttura. L’esplosione, scattata alle 4.44 di mattina, ha danneggiato il ponte senza provocare vittime tra i civili, ma infliggendo un danno strategico e psicologico al Cremlino.

La mossa arriva a pochi giorni dal raid ucraino contro basi aeree russe, che aveva già scatenato le minacce di Dmitry Medvedev, ex presidente e ora vice del Consiglio di sicurezza nazionale russo. «La vendetta è inevitabile», aveva dichiarato dopo gli attacchi del primo giugno, e ora le sue parole sembrano preludere a una nuova escalation. Il ponte, del resto, non è solo un’infrastruttura logistica ma un bersaglio politico, e ogni suo danneggiamento rappresenta una ferita aperta per Mosca.

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