Il veto di Kate Middleton all’ex principe Andrea: «Non vogliamo che la tua faccia appaia in video»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Che sorpresa è la vita. Fino agli anni Ottanta e Novanta, gli York erano una delle famiglie di punta della royal family britannica; Sarah e Andrea, insieme a Carlo e Diana, rappresentavano le coppie royal del secolo, amate, invidiate e spesso finite sulle prime pagine dei giornali per quell’atteggiamento un po’ ribelle che tanto affascinava i sudditi. Oggi, però, il terzogenito della Regina Elisabetta II si ritrova a fare i conti non solo con l’emarginazione ufficiale voluta dal fratello, re Carlo III, ma anche con una nuova e agguerrita nemica a corte: una nemica che, guarda caso, porta la tiara e i guanti di pizzo, ma che non ha esitato a sferrare un colpo secco e chirurgico per allontanare la «pecora nera» del casato londinese.
Secondo quanto ricostruito dal biografo Christopher Andersen nel libro "Kate! The Courage, Grace, and Power of the Woman Who Will be Queen", la svolta sarebbe maturata durante lo scorso concerto di Natale a Westminster. L’ex principe, ormai ridotto ai margini dopo il disastroso affare legato allo scandalo del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, avrebbe chiesto di poter partecipare alla funzione religiosa, proponendo addirittura di entrare da una porta secondaria pur di non dare fastidio. La risposta della principessa del Galles, riportata dalle fonti raccolte dall’autore, è stata categorica e priva di sfumature: «No, non vogliamo che la tua faccia appaia in video». Una frase, questa, che fotografa meglio di mille comunicati ufficiali il clima di gelido isolamento che ormai circonda il fratello del sovrano.
L’ira della futura regina e il fronte compatto con William
A differenza di altre figure istituzionali che tendono a mantenere un profilo basso in queste controversie, Kate Middleton avrebbe invece giocato un ruolo attivo, quasi di deterrente, nella gestione della frattura familiare. Non si tratterebbe, infatti, di una semplice antipatia personale, quanto di una strategia difensiva per preservare l’immagine della monarchia che un giorno, inevitabilmente, i suoi figli dovranno ereditare. La principessa sarebbe rimasta «fisicamente disgustata» dalle rivelazioni emerse durante le indagini e dai danni reputazionali causati dalle frequentazioni dubbie del cognato dello zio.
In questo contesto, il principe William non ha fatto altro che sostenere la moglie: le cronache raccontano di una riprovazione ormai diventata pubblica, con l’erede al trono che avrebbe mostrato più volte il proprio fastidio per la presenza dell’ex duca di York. Le indiscrezioni, filtrate dal gossip anglosassone e riprese dalla stampa italiana, descrivono un fronte interno a palazzo compatto nel volere la testa di Andrea. Tuttavia, nelle ultime ore il ritmo della cronaca si è alzato ulteriormente, complice un nuovo retroscena che getta luce su una dinamica finora rimasta in ombra: spunta una dichiarazione precisa attribuita proprio a Kate, la quale avrebbe esplicitamente bandito il cognato dalle riprese ufficiali, come se la sua sola comparsa in un fotogramma potesse infettare la sacralità dell’evento.
Le parole di Christopher Andersen e il viaggio italiano
È proprio il libro di Christopher Andersen a fungere da cartina di tornasole di queste tensioni, anche se ovviamente, in assenza di conferme ufficiali da Buckingham Palace, bisogna maneggiare il materiale con la dovuta cautela. Il racconto del biografo, per quanto avvincente, descrive una principessa che guarda al proprio futuro con la determinazione di chi sa di essere «la moglie di un futuro monarca e la mamma di un futuro monarca». Non c’è spazio per il sentimentalismo, insomma, quando il bersaglio è un uomo che è stato spogliato dei suoi titoli militari e dei suoi patronati reali.
Intanto, mentre queste ombre si allungano sui corridoi di Windsor, Kate Middleton è fisicamente impegnata altrove. La principessa del Galles sta infatti preparando i bagagli per un imminente soggiorno in Italia, previsto nella seconda decade di maggio. Una trasferta che la vedrà impegnata in prima persona, lontana dalle beghe giudiziarie e dinastiche che avvolgono il cognato. Il fatto che queste dichiarazioni dure riaffiorino proprio mentre la principessa si appresta a varcare i confini nazionali non è passato inosservato agli osservatori, i quali vedono in questo tempismo una sorta di presa di distanza geografica – oltre che morale – dalla figura ormai tossica di Andrea.
Il contesto dello scandalo e l’ombra di Jeffrey Epstein
La radice di questa avversione, è bene ricordarlo, affonda le sue radici nel fango del caso Epstein. L’ex principe è finito al centro di un uragano mediatico mondiale a causa della sua amicizia con il miliardario condannato per prostituzione minorile e, soprattutto, per le accuse di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne, Virginia Giuffre. Nonostante Andrea abbia sempre strenuamente negato ogni addebito, riuscendo a chiudere la causa civile con un accordo milionario extragiudiziale che non costituiva ammissione di colpevolezza, il danno alla sua reputazione è stato letale e irreversibile.
Per Kate e William, il cui ruolo pubblico è costruito sulla sobrietà e sull’impegno sociale, la vicenda rappresenta un intollerabile conflitto valoriale. Lo scorso Natale è stato solo l’ennesima goccia: il veto di Kate è stato l’atto formale di una ritualità che si ripete da anni, un modo per dire che l’ex principe non può più condividere la stessa scena, neppure quella secondaria di un ingresso laterale. Mentre Carlo III cerca di gestire un regno segnato da equilibri fragili e da una malattia che ne ha ridimensionato la presenza pubblica, la coppia di Galles stringe le maglie della rete attorno ad Andrea, consapevole che l’opinione pubblica osserva e che la tolleranza verso certi scandali è finita. La royal family, insomma, continua a ripulire la propria baracca, e Kate non ha alcuna intenzione di lasciare che la faccia di Andrea rovini il prossimo selfie istituzionale.




