«Pilota esperto di aliante e manager d’azienda»: la caduta fatale di Jon Gatfield durante una gara sul monte Grem

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quando hanno visto librarsi nel cielo quattro, poi cinque, quindi più di dieci alianti, la loro sorpresa non poteva far presagire la tragedia. Capita, dalle parti del monte Grem, sopra Gorno, di scorgere velivoli di questo tipo, «ma mai così tanti: sembrava uno stormo di uccelli che girava su se stesso come in un cerchio concentrico», avrebbero raccontato alcuni escursionisti presenti sul posto.

Dopo un quarto d'ora, forse venti minuti, all’alpeggio di Grina è arrivato anche l’elisoccorso, e la meraviglia di uno spettacolo tanto insolito ha assunto i contorni del dramma. In mezzo a quella gran quantità di alianti che volteggiava incuriosendo i testimoni, ce n’era uno che aveva perso quota in modo anomalo, precipitando in un fazzoletto di prato tra i boschi del monte Grem, «dietro la Forcella bassa: l’ho visto cadere e ho sentito lo schianto», avrebbe riferito un altro escursionista. A bordo, il pilota inglese Jon Gatfield, 68 anni, figura storica del volo a vela internazionale, è morto sul colpo.

La gara, la vittoria del giorno prima e lo schianto durante la seconda tappa

Il giorno prima, domenica 24 maggio, Gatfield era salito sul gradino più alto del podio: alcune foto lo ritraggono sorridente, con lo spumante in mano accanto al secondo e al terzo classificato. Aveva vinto la prima gara del Sailplane Grand Prix d'Italia, competizione internazionale di volo a vela con base all'Aeroclub «Adele Orsi» di Varese, percorrendo 205 chilometri in due ore e undici minuti con una media di 94,2 km/h.

Lunedì 25 maggio, partito intorno alle 13 insieme ad altri quindici piloti provenienti da tutta Europa, Gatfield – a bordo del suo monoposto AS33 Es – si apprestava a disputare la seconda regata, un percorso di 250 chilometri che prevedeva il passaggio sopra quattro «boe» (Parre, Mendrisio, il monte Resegone e Gurone) prima del rientro a Varese. A pochi chilometri dalla prima boa, nei pressi di Parre, il disastro.

Secondo la ricostruzione fornita dagli organizzatori, Gatfield aveva già aggirato il punto di inversione a U e si dirigeva verso Mendrisio quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha iniziato a perdere quota fino a schiantarsi alle pendici del monte Grem, in Val del Riso, sopra Gorno.

I soccorsi, l'allarme dei colleghi e le indagini della procura

A dare l'allarme, poco dopo le 15.30, sono stati gli stessi compagni di gara, che hanno visto l'aliante dell'inglese precipitare e hanno immediatamente avvertito la direzione competizione. «I colleghi piloti che volavano nelle vicinanze hanno immediatamente allertato gli organizzatori dell'evento – si legge nella nota ufficiale diffusa dal Sailplane Grand Prix –. Le operazioni di ricerca e soccorso sono state attivate istantaneamente, e i soccorritori, a bordo di un elicottero, hanno raggiunto il luogo dell'incidente nel giro di pochi minuti».

Nonostante la rapidità dei soccorsi – sono intervenuti l'elisoccorso di Bergamo, i vigili del fuoco con l'elicottero Drago, i tecnici del Soccorso alpino e i carabinieri della compagnia di Clusone – per Gatfield non c'era già più nulla da fare. I sanitari del 118 hanno constatato il decesso sul posto, e la salma è stata successivamente trasportata all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Sull'accaduto è stato aperto un fascicolo, coordinato dalla pm di turno Giulia Angeleri, mentre i carabinieri hanno sequestrato l'aliante e raccolto le testimonianze dei presenti. Anche l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo aprirà un'inchiesta e invierà un gruppo di ispettori sul luogo dell'incidente per chiarire la dinamica.

Un «veterano delle Orobie»: il cordoglio del mondo del volo a vela

Jon Gatfield, 68 anni, inglese, era un pilota di straordinaria esperienza, definito da chi lo conosceva un «veterano delle Orobie viste dal cielo». Margherita Acquaderni, campionessa di volo a vela con licenza datata 1977 e presidente dell'Aeroclub Adele Orsi, si è detta scossa e incredula: «Era un pilota esperto, che aveva gareggiato più volte, non mi capacito. Nella storia del nostro Aeroclub, fondato nel 1961, non c'erano mai stati incidenti di tale gravità». Gatfield, istruttore dell'Oxford Gliding Club, nel 2022 era stato il primo pilota inglese a raggiungere i 1.000 chilometri di volo sulle Alpi italiane, un traguardo per il quale era stato premiato nel 2024 dalla Royal Aero Club Trust. Negli ultimi quattordici anni, salvo rare assenze, la sua presenza in gara – d'estate – alla Coppa Internazionale del Mediterraneo e alla Coppa Città di Rieti equivaleva alla certezza che le vette delle classifiche sarebbero state senz'altro più ardue del previsto da raggiungere. «As usually», come Gatfield avrebbe commentato, ridendosela, nel suo stile molto più che affabile, ma irreprensibilmente british.

Il comunicato ufficiale degli organizzatori del Grand Prix lo ha ricordato così: «Abbiamo perso non solo un grande pilota, ma un vero amico. Al di là del suo innegabile talento nella cabina di pilotaggio, Jon era universalmente riconosciuto come un uomo giudizioso, generoso e incredibilmente gentile». In segno di lutto, la seconda gara è stata immediatamente annullata e l'organizzazione ha proclamato per martedì 26 maggio una giornata ufficiale di lutto, durante la quale i cieli resteranno silenziosi.

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