Inter, il mercato che verrà: Chivu chiede Diaby per il cambio di modulo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il calciomercato dell’Inter non si è mai realmente fermato, anche se le sirene invernali si sono spente da tempo, e negli uffici di Viale della Liberazione si sta già delineando la strategia per la prossima sessione estiva. A tenere banco, in queste settimane, è il nome di Moussa Diaby, esterno offensivo francese attualmente in forza all’Al-Ittihad. Il profilo, già accostato ai nerazzurri nella finestra di gennaio, è tornato prepotentemente alla ribalta perché risponde a una precisa esigenza tattica manifestata da Cristian Chivu. Il tecnico romeno, che in estate avrà l’opportunità di plasmare la squadra secondo la propria visione, da tempo sollecita l’arrivo di un elemento capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, una caratteristica che al momento in rosa non trova un interprete puro.

Le mosse tattiche e la strategia per Diaby

L’operazione che potrebbe portare Diaby a Milano è complessa, ma non impossibile, e si intreccia con le dinamiche del calciomercato arabo. A gennaio, la trattativa sfumò principalmente a causa delle resistenze interne dell’Al-Ittihad, un club che in quei giorni stava gestendo le partenze eccellenti di altri calciatori e non volle privarsi di un elemento prezioso. Ora, però, il quadro potrebbe cambiare. Secondo quanto emerso, i sauditi sono tra i principali corteggiatori di Mohamed Salah, in uscita dal Liverpool: una cessione dell’egiziano libererebbe spazio e risorse, rendendo meno oneroso sacrificare il francese, che era stato prelevato dall’Aston Villa per una cifra vicina ai 60 milioni di euro.

La dirigenza nerazzurra, dal canto suo, è pronta a riproporre la formula già tentata a gennaio, ovvero un prestito con obbligo di riscatto legato al verificarsi di determinate condizioni, con la valutazione fissata intorno ai 35 milioni. Si tratta di una cifra considerevole, ma giustificata dalla volontà di regalare a Chivu quella “freccia” in più che gli consentirebbe di variare lo spartito tattico. L’arrivo di Diaby, del resto, non è fine a se stesso, ma rappresenta il tassello centrale per un’evoluzione del gioco che il tecnico ha già sperimentato sulla lavagna.

Verso l’addio al 3-5-2: i nuovi equilibri nerazzurri

Il mercato estivo, insomma, è chiamato a dare una fisionomia chiara alla squadra del futuro, e i nomi sul taccuino raccontano di una possibile rivoluzione nei principi di gioco. La caccia a Diaby è indicativa di un cambio di passo: l’esterno offensivo puro, abile nell’uno contro uno, mal si concilia con l’attuale 3-5-2 ereditato da Simone Inzaghi, un modulo che l’Inter utilizza stabilmente dal 2019. Chivu sta lavorando all’idea di passare a un 3-4-3 o, in un’evoluzione ancora più spinta, a un 3-4-2-1, dove il francese potrebbe agire alle spalle di una punta unica insieme a un altro trequartista.

Non solo. Lo scenario, se dovessero concretizzarsi anche le partenze eccellenti (si vocifera di un possibile addio di Alessandro Bastoni, seguito con interesse dal Barcellona), potrebbe portare a un ripensamento ancora più radicale. In tal caso, la strada potrebbe essere quella di un passaggio alla difesa a quattro, con un 4-2-3-1 che valorizzerebbe le caratteristiche di un esterno d’attacco come Diaby. In questo schema, il capitano Lautaro Martínez potrebbe addirittura arretrare il suo raggio d’azione per agire da regista offensivo, protetto da una mediana robusta. L’altro nome caldo, in tal senso, resta quello di Manu Koné, mediano muscolare richiesto espressamente da Chivu per dare equilibrio e verticalità alla manovra.

Il futuro del mercato TV: l’alleanza Sony e Tcl

Mentre a Milano si pianifica il futuro sportivo, nel panorama industriale globale si consuma un’altra operazione destinata a ridisegnare gli equilibri di mercato, questa volta nel settore dell’elettronica di consumo. È diventata ufficiale la nascita di BRAVIA Inc, la joint venture tra Sony e TCL, un accordo che era stato anticipato a gennaio e che ora ha trovato la sua formalizzazione con la firma degli accordi vincolanti definitivi. L’operazione, del valore di circa 650 milioni di dollari, porterà la divisione Home Entertainment di Sony a confluire in una nuova società, dove il colosso cinese TCL avrà il 51% delle quote, mentre Sony deterrà il restante 49%.

La nuova realtà, che prenderà il nome dal noto marchio di televisori giapponesi, non si occuperà solo della produzione dei classici schermi. Il perimetro delle attività è ampio e include anche i componenti audio, i display commerciali, i proiettori e i dispositivi audio-video. TCL rileverà di fatto le fabbriche di Sony, in particolare Sony EMCS (Malaysia) e parte delle strutture di Shanghai, oltre ai centri di ricerca e sviluppo dedicati a questi prodotti. L’obiettivo dichiarato, come sottolineato dai vertici di entrambe le aziende, è quello di unire l’eccellenza tecnologica e il prestigio del marchio giapponese con la capacità produttiva e l’efficienza nella supply chain che TCL ha dimostrato di possedere.

Per i consumatori, l’accordo si tradurrà in un cambio di rotta significativo nel settore, poiché la gestione unificata potrebbe portare a un’offerta di prodotti sempre più competitiva, sebbene il lancio delle nuove attività sia previsto solo a partire dal 2027. Per Sony, si tratta di una scelta strategica per alleggerire il peso di un settore, quello dei televisori, che negli ultimi anni ha visto il proprio margine di profitto ridursi a causa della concorrenza asiatica; per TCL, rappresenta un’accelerazione nella conquista del segmento premium del mercato globale, sfruttando il nome e la rete commerciale di Sony.

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