Parma-Torino, un primo tempo di fuoco al Tardini
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Redazione Sport
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Il Parma di Carlos Cuesta e il Torino di Marco Baroni hanno dato vita a un primo tempo di alta tensione al Tardini, un match che, sebbene il campionato sia ancora nella sua fase iniziale, aveva il sapore di una partita già cruciale per le ambizioni di due squadre partite con il piede sbagliato.
Le formazioni e gli schemi
Le scelte tecniche, annunciate prima del fischio d’inizio, hanno immediatamente delineato i piani di battaglia: Cuesta, confermando la sua fiducia in un attacco agile, ha lanciato dalla prima minuto Gaetano Oristanio a supporto della coppia formata da Lorenzo Pellegrino e Patrick Cutrone, quest’ultimo preferito ad altre opzioni disponibili. Sulla fascia, l’intelaiatura offensiva si è affidata agli slanci di Simon Britschgi e di Andrea Valeri, con un centrocampo affidato alla regia di Sergio Bernabé e alla fisicità di Ibrahima Keita. Dall’altra parte, Baroni ha risposto con un solido 3-4-2-1 che punta tutto sulla continuità della manovra centrale, affidata alla coppia formata da Kristjan Asllani e Cesare Casadei, e sulla potenza finalizzatrice di Giovanni Simeone, unico punto di riferimento avanzato. La difesa granata, con l’esperienza di Guillermo Maripan al centro, è apparsa fin da subito chiamata a un impegno massiccio per contenere le incursioni degli uomini di Cuesta.
Un primo tempo ricco di emozioni e polemiche
Il primo tempo è stato un susseguirsi di colpi di scena e di episodi contestati. La situazione si è surriscaldata attorno al trentunesimo minuto, quando un’azione offensiva del Parma si è conclusa con vibranti proteste per un presunto tocco di mano di un difensore in area di rigore. L’episodio, esaminato rapidamente dagli uomini del Var, non ha tuttavia portato all’assegnazione di un calcio di rigore. Pochi minuti dopo, è stato ancora Lorenzo Pellegrino a finire al centro dell’attenzione, atterrato per un fallo che ha interrotto un’altra potenzialmente pericolosa azione della squadra di casa. Poco prima dell’intervallo, un altro possibile contatto del braccio in area, stavolta durante un’azione difensiva del Torino, ha scatenato ulteriori e animate proteste. I tre minuti di recupero concessi non hanno prodotto ulteriori sussulti, ma hanno semplicemente condotto le squadre verso gli spogliatoi con il punteggio ancora fermo sullo zero a zero, un quadro che, tuttavia, non rende giustizia a una frazione di gioco ricca di spunti e di botta e risposta. Al quarantasettesimo, un nuovo intervento di Asllani su Pellegrino ha fatto intuire che la partita, nel secondo tempo, sarebbe ripresa con la stessa intensità.




