Roma e i Castelli in balia del maltempo, tromba d'aria a Frattocchie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una domenica di pioggia incessante, quella del 4 gennaio, ha trasformato le strade di Roma in veri e propri corsi d'acqua, costringendo alla chiusura di numerose arterie e alla deviazione di diverse linee di trasporto pubblico, mentre la periferia est e il quartiere di Montesacro si sono rivelati i più vulnerabili al dilagare degli allagamenti. La perturbazione, che ha insistito sul Lazio per buona parte della giornata, ha messo a nudo le criticità della viabilità cittadina, specialmente nei quadranti orientali e nord-orientali, dove il rapido accumulo di acqua e detriti ha reso necessari interventi continui di Protezione Civile e Polizia Locale, chiamate a una corsa contro il tempo per garantire la sicurezza delle carreggiate.

Il vortice sulla Capitale

Intorno all’ora di pranzo, l’evento più eclatante della giornata ha avuto luogo a Frattocchie, venti chilometri a sud-est di Roma, dove una tromba d’aria si è abbattuta sul territorio risucchiando e scagliando lontano ogni tipo di materiale, come testimoniato da video diffusi in rete. L’accumulo pluviometrico, che in alcune zone della Capitale ha già superato i trenta millimetri nella sola mattinata, ha creato le condizioni ideali per il formarsi del vortice, il quale ha provocato danni significativi alle infrastrutture colpite, aggiungendosi ai disagi causati dai numerosi temporali che hanno imperversato nell’hinterland.

Allagamenti e danni nella provincia

Oltre che nella zona di Frattocchie, il violento maltempo ha colpito con particolare ferocia l’area dei Castelli Romani, dove un nubifragio improvviso accompagnato da raffiche di vento ha seminato il panico tra Marino e Ciampino. Proprio a Ciampino, intorno alle undici e trenta, la forza degli elementi ha causato il crollo della struttura in ferro e vetro di un centro per il padel, durante lo svolgimento di alcune partite al suo interno, un episodio che ha fatto registrare, fortunatamente, solo danni materiali. Nel frattempo, i pluviometri segnavano accumuli record in diversi comuni: da quarantacinque millimetri a Palestrina a ventuno a Tivoli, passando per i quaranta di Olevano Romano, dati che confermano l’intensità eccezionale della perturbazione.

La difficile gestione dell'emergenza

La gestione dell’emergenza, di fronte a un evento meteo così esteso e violento, ha richiesto uno sforzo notevole, concentrandosi sia sulla messa in sicurezza delle aree urbane allagate, come quelle del Terzo Municipio romano, sia sulla valutazione dei danni nelle zone periferiche e nei comuni della provincia, dove si contano crolli e ingenti problemi alla viabilità secondaria. La rapidità con cui le strade si sono trasformate in fiumi di fango e detriti, del resto, ha reso evidente quanto il territorio sia fragile di fronte a simili precipitazioni, costringendo a continui interventi di ripristino e a una costante vigilanza sui punti più critici della rete viaria.

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