Night chiuso dalla polizia a Nettuno, 74enne ai domiciliari per sfruttamento e induzione della prostituzione
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Redazione Interno
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Non era certo un semplice locale notturno, quel "L’altra notte" situato in via della Cannuccia, al confine tra Anzio e Nettuno, se è vero che gli agenti – nel corso di un blitz condotto nella notte tra venerdì e sabato – vi hanno trovato ben dodici minorenni mescolati tra la clientela abituale. L’operazione, che ha visto la sinergia operativa tra il personale del commissariato di polizia di Anzio-Nettuno e la Seconda sezione della Squadra Mobile di Roma, ha portato all’arresto di un 74enne, Antonio Chierchia, finito ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le pesanti accuse che l’uomo deve ora affrontare sono quelle di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione, un quadro investigativo che ha spinto la polizia a intervenire con tempismo per interrompere un'attività che, stando agli esiti del controllo, sembrava aver valicato ogni limite normativo.
Il blitz notturno e i ritrovamenti all'interno del locale
Entrando nel vivo dell'irruzione, scattata simbolicamente nel cuore della notte di sabato 9 maggio, gli investigatori si sono trovati davanti a una scena che confermava i loro sospetti: all'interno del night club sono state identificate quattro donne di nazionalità straniera – alcune delle quali risultate provenire da Colombia, Albania e Nigeria – che si trovavano nell'esercizio in condizioni riconducibili a un'offerta di prestazioni sessuali a pagamento. Oltre alla presenza delle donne, i poliziotti hanno dovuto gestire una situazione di particolare delicatezza relativa ai giovanissimi clienti; dodici minori, infatti, sono stati individuati tra i venti clienti presenti, e subito dopo i controlli di rito sono stati riaffidati ai rispettivi genitori, evitando loro conseguenze penali ma sollevando inevitabili interrogativi su come avessero potuto oltrepassare i controlli all'ingresso.
I sigilli al locale e il denaro sequestrato
Al termine delle operazioni di perquisizione, la polizia ha apposto i sigilli al locale “L’altra notte” tramite un decreto di sequestro preventivo, ritenendo che il luogo stesso costituisse il mezzo attraverso il quale veniva perpetrato il reato di induzione alla prostituzione. Nel dettaglio, i sequestri non si sono limitati alle sole mura del night: sono stati rinvenuti e confiscati circa 1.500 euro in contanti, una cifra che gli investigatori hanno immediatamente legato al presunto giro di affari illecito gestito dal 74enne, oltre a una modica quantità di sostanza stupefacente, nello specifico della cocaina, che non è stato possibile attribuire a nessuno dei presenti in modo certo.
Le responsabilità contestate al 74enne
La posizione di Antonio Chierchia, finito sotto la lente della magistratura, è al momento gravata da un regime degli arresti domiciliari in attesa che il giudice possa convalidare l’operato delle forze dell’ordine o emettere ulteriori provvedimenti. L’accusa di induzione alla prostituzione, in particolare, scatta quando si determina una persona a subire passivamente lo sfruttamento sessuale altrui, e in questo caso gli inquirenti stanno cercando di chiarire se le quattro donne straniere fossero lì di loro spontanea volontà – magari con permessi di soggiorno regolari, come emerso dalle prime verifiche – o se invece fossero soggette a pressioni psicologiche o fisiche da parte del gestore. Il caso è ora nelle mani dell'autorità giudiziaria, che dovrà vagliare ogni singolo elemento raccolto durante la notte di sabato per definire la posizione dell'indagato, il quale ricorda che la presunzione di innocenza rimane un principio cardine fino a sentenza definitiva.




