Ritrovato in Canada il tesoro degli Asburgo, riemerge il diamante Fiorentino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non sono soltanto i gioielli trafugati dal Louvre a conquistare le cronache, poiché il cosiddetto Fiorentino, un diamante la cui storia si credeva ormai dissolta nel tempo, ha riacquisito una tangible consistenza dopo essere stato dato per disperso per un intero secolo. Conosciuto, non a caso, anche come Toscano o Giallo Austriaco, quella pietra da 137 carati è sempre stata celebrata per il suo taglio singolare, una doppia rosetta a nove facce, e per quella sua tonalità giallo-verde che evoca, a chi l'ha potuta ammirare, le forme preziose di una pera. La sua luce, che si pensava spenta per sempre, è invece riemersa dall'oblio, insieme a quella dell'intero tesoro asburgico, in una vicenda che intreccia la fine di un impero, una fuga precipitosa e un caveau sigillato in terra canadese.

La fuga dell'ultimo imperatore e il tesoro nascosto

Per comprendere l'entità di questo ritrovamento, occorre risalire al 1918, quando la monarchia asburgica, stremata dalla guerra, vedeva avvicinarsi ineluttabilmente la propria fine. Fu in quel clima di incertezza e di paura che l'imperatore Carlo I, conscio dell'imminente collasso, prese la decisione di mettere in salvo il patrimonio più prezioso della casata. In una valigia, scelta forse per la sua ordinarietà e dunque per non destare sospetti, vennero raccolti pezzi inestimabili: la corona di diamanti che aveva cinto il capo dell'imperatrice Sissi, un maestoso bracciale abbellito da uno smeraldo di Maria Teresa d'Austria e, soprattutto, il Florentiner, il gigantesco diamante giallo che molti, all'epoca, non esitavano a chiamare "la pietra del destino", quasi a sottolinearne il legame indissolubile con le sorti stesse della dinastia.

Leggende di corte e l'anello del portafortuna

La storia di questi oggetti, d'altronde, è intrisa di aneddoti e di simbolismo, come quello che aleggia attorno a un piccolo anello con zaffiro e smalto blu, appartenuto alla stessa Maria Teresa d'Austria. La matriarca, figura illuminata e di grande potere, soleva definirlo «il suo portafortuna contro i tradimenti» e la leggenda, tramandata fedelmente tra le mura del palazzo, voleva che chiunque lo avesse indossato avrebbe ricevuto in dono una spiccata lungimiranza politica. Quell'anello, divenuto emblema di autorità e di fato, venne custodito con devozione per generazioni, fino a quando, al pari del resto del tesoro, non scomparve nel nulla dopo il 1921, alimentando misteri e congetture che si sono protratte fino ai nostri giorni.

Il caveau in Québec e la scoperta storica

A distanza di 104 anni dalla sua sparizione, il tesoro degli Asburgo è dunque riaffiorato, in maniera del tutto inaspettata, dall'altra parte dell'Oceano Atlantico. La scoperta, di portata storica, ha avuto luogo all'interno di un caveau situato nella provincia del Québec, in Canada, dove i gioielli, di cui si erano perse irrevocabilmente le tracce dopo il dissolvimento dell'impero austro-ungarico, giacevano dimenticati. Il loro ritrovamento, che segue di poco l'eco suscitata dal furto parigino, rappresenta un evento straordinario per gli studiosi e per gli appassionati, restituendo al mondo non solo il luccichio di pietre celeberrime ma anche un tassello fondamentale di una storia secolare che si credeva ormai conclusa.

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