La Russia bombarda Pavlohrad e Odessa in un attacco senza precedenti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2025, la Russia ha scatenato una delle offensive aeree più violente dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, colpendo duramente Pavlohrad, città strategica nell’oblast’ di Dnipropetrovsk, e Odessa, già martoriata da mesi di assedio. Sei ore di bombardamenti ininterrotti, con centinaia di droni kamikaze e missili balistici, hanno trasformato il cielo in un inferno di esplosioni, mentre gli abitanti, rifugiati nei bunker, attendevano che l’incubo finisse.

A Pavlohrad, dove le sirene d’allarme hanno suonato senza sosta, i danni sono ingenti: una fabbrica è stata parzialmente distrutta, una caserma dei vigili del fuoco rasa al suolo e un condominio di cinque piani, colpito in pieno, ha lasciato senza casa decine di civili. Sergej Lysak, capo dell’amministrazione regionale, ha parlato di "un raid senza precedenti", sottolineando come la città, snodo cruciale per i rifornimenti militari, sia da mesi nel mirino di Mosca.

Quasi in contemporanea, Odessa è stata bersagliata da almeno venti droni iraniani Shahed, che hanno preso di mira infrastrutture energetiche e aree residenziali. L’attacco, definito da Volodymyr Zelensky "il più massiccio degli ultimi mesi", rientra in una strategia più ampia: colpire simultaneamente diverse regioni, da Donetsk a Zaporizhzhia, per logorare le difese ucraine. La città, simbolo della resistenza sul Mar Nero, è ormai ridotta a un campo di battaglia, con i suoi porti semi-distrutti e la popolazione stremata.

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