Wall Street trattiene il respiro in attesa della Federal Reserve

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un’atmosfera di sospesa cautela avvolge i listini di Wall Street, mentre gli operatori finanziari attendono, con il fiato sospeso, il verdetto della Federal Reserve sul costo del denaro. Il mercato, che ha aperto la settimana in territorio neutro, considera ormai scontato un taglio dei tassi di 25 punti base, un movimento che, se confermato, rappresenterebbe il terzo consecutivo. Le incertezze, tuttavia, si addensano tutte sul percorso futuro, su quello che gli economisti definiscono il "forward guidance", poiché gli investitori cercano di scorgere, tra le parole della banca centrale, l’orizzonte temporale del prossimo ciclo di allentamento monetario. Alcuni di loro, del resto, già prezzano nei propri modelli altre due riduzioni da qui alla fine del prossimo anno, in un calcolo che deve fare i conti con un’inflazione ancora tenace e con dati macroeconomici recenti, come quelli sui posti di lavoro JOLTS di ottobre, che mostrano un mercato del lavoro più caldo del previsto, con 7,67 milioni di posizioni vacanti.

Le divisioni interne al Board

Proprio questa complessità di scenario, segnata da numeri robusti ma anche da segnali contrastanti come l’aumento dei licenziamenti nello stesso mese, sembra riflettersi nelle stesse divisioni all’interno dell’organo decisionale della Fed. Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, sottolinea come il Board si presenti come il più diviso degli ultimi cinque anni, con due schieramenti quasi perfettamente in equilibrio: sei membri, tra cui due con affiliazioni al movimento Maga, spingerebbero per un allentamento della politica monetaria, mentre altri sei tenderebbero a mantenere i tassi invariati. Una spaccatura, questa, che rende l’esito e soprattutto il tono delle comunicazioni di domani ancor più imprevedibili e decisivi per gli asset rischiosi.

Il peso delle parole di Powell

Oltre al comunicato stampa ufficiale, saranno infatti le parole del presidente Jerome Powell, insieme alle nuove proiezioni economiche, a dettare il ritmo delle borse fino a fine anno. Gli analisti osservano come la Fed si trovi a dover manovrare in un contesto particolarmente delicato, dove alla persistenza di alcuni fattori inflazionistici si sommano le distorsioni statistiche causate dalla recente chiusura del governo federale e, non ultime, le attese generate dalla prossima amministrazione presidenziale, con Donald Trump che si appresta a tornare alla guida degli Stati Uniti. In questo quadro, ogni dichiarazione verrà soppesata per coglierne le più sottili sfumature, poiché potrebbe indicare una pausa o, al contrario, confermare una roadmap di ulteriori tagli.

Il mercato alla ricerca di una direzione

Intanto, il listino principale, l’S&P 500, naviga in acque tranquille, modellato non solo dalle attese sulla Fed ma anche dai ciclici ribilanciamenti di portafoglio di fine trimestre e dalla performance di colossi tecnologici come Nvidia, il cui andamento influenza sensibilmente gli indici. I trader, in attesa della decisione, sembrano aver adottato una strategia di attesa, preferendo non esporsi eccessivamente in una fase che potrebbe riservare sorprese. Molti di essi, infatti, ricordano come in passato le sole aspettative su tassi e inflazione siano state sufficienti a scatenare volatilità, anche in assenza di cambiamenti concreti nella politica monetaria. Resta il fatto che, al di là delle cifre ufficiali, il mercato è già impegnato a decifrare il linguaggio del più importante banchiere centrale del mondo, cercando in quelle dichiarazioni la bussola per i mesi a venire.

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