Yildiz trascina la Juve, gol e assist per uscire dal tunnel
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Redazione Sport
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Il sorriso è tornato sul volto di Kenan Yildiz, e con lui è tornata a vincere la Juventus. Dopo un periodo complicato, fatto di prestazioni opache e di un digiuno personale che si trascinava da troppo tempo, il numero 10 bianconero ha ritrovato la via della rete nel corso del match contro il Pisa, una partita che valeva molto più di tre punti. “Il gol mi è mancato troppo, perché mi piace fare gol e aiutare la squadra”, ha confessato il turco ai microfoni di Dazn al termine della gara, con la sincerità di chi sente il peso della responsabilità e la gioia di essersene liberato. Una liberazione, la sua, che è coincisa con una prestazione totale, condita da un assist e da una rete di pregevole fattura, a dimostrazione di come il talento, quando è supportato dalla testa, possa fare la differenza anche nei momenti più bui.
Un falso nove per tornare a essere il dieci
L’idea di Luciano Spalletti, per rilanciare Yildiz, è stata quella di toglierlo dall’albero e di metterlo al centro dell’area di manovra, utilizzandolo come falso nueve. Una mossa che ha pagato dividendi immediati, perché il classe 2005, libero dai riferimenti fissi della fascia, ha potuto galleggiare tra le linee, cercando il pallone e dialogando con i compagni. In quella posizione, lontano dalla marcatura asfissiante che subisce quando parte largo, ha potuto sfruttare la sua dote principale: una tecnica di dribbling che, in questa Serie A, non ha eguali. Con 57 dribbling riusciti, Yildiz svetta nella classifica stagionale, staccando di netto Atta dell’Udinese (49) e Palestra del Cagliari (48), e la partita contro il Pisa ne ha fornito l’ennesima riprova, con continue sgroppate e accelerazioni che hanno mandato in tilt la difesa toscana.
La prestazione offerta all’Allianz Stadium, in realtà, è stata figlia di un periodo di difficoltà che il ragazzo ha dovuto attraversare. A vent’anni, non è il fisico a tradire, ma la testa può giocare brutti scherzi, specialmente quando alle pressioni sportive si aggiungono quelle contrattuali. Il rinnovo di contratto, firmato fino al 2030 e atteso per settimane, gli aveva tolto energie mentali, complice anche un momento di squadra tutt’altro che semplice, con la Juventus reduce da quattro partite senza vittorie in campionato e dalle eliminazioni in Champions League e Coppa Italia. La risposta al campo, però, è arrivata puntuale nel giorno in cui Spalletti compiva 67 anni, quasi a volergli fare un regalo per la fiducia che gli ha sempre dimostrato. "Ringrazio il mister perché lui è sempre dietro di me, ma io non penso a queste cose. Io do tutto per la squadra, per i tifosi e per la Juventus", ha aggiunto Yildiz, dribblando anche le parole per evitare facili trionfalismi.
L'osservato speciale e i numeri da leader
C’è una considerazione, fatta tempo fa da Igor Tudor, che sembra cucita addosso a Yildiz e che vale in ogni circostanza: se il problema della Juve è lui, significa che la Juve non ha problemi. Una frase che Luciano Spalletti farebbe bene a tenersi stretta, perché il turco, anche nelle giornate meno brillanti, resta il giocatore più temuto dagli avversari, l’osservato speciale che attira raddoppi e attenzioni continue. E i numeri, del resto, parlano chiaro: nessuno in Serie A come lui ha l’attitudine a saltare l’uomo, un’abilità che crea scompiglio e apre varchi per i compagni. Contro il Pisa, al gol e all’assist, ha aggiunto una mole di giocate che vanno oltre le statistiche, dettando i tempi della manovra e offrendo soluzioni di passaggio che pochi altri nel campionato italiano riuscirebbero nemmeno a immaginare.
La vittoria sul Pisa, netta per 4-0 con le reti di Cambiaso, Thuram, dello stesso Yildiz e di Boga, ha il sapore di una piccola rinascita. Per la Juventus, costretta a fare a meno di Vlahovic e Milik, serviva una scossa e il talento turco l’ha fornita, giocando novanta minuti da leader vero. Un ruolo che richiede personalità, quella stessa personalità che Spalletti continua a elogiare, soprattutto perché Yildiz, nonostante i colpi subiti e un ematoma che lo ha limitato nei giorni scorsi, non si è mai nascosto. La sua partita è stata un condensato di qualità e sacrificio, con 8 dribbling riusciti e 5 passaggi chiave che testimoniano la sua costante pericolosità. Una prova che riaccende le speranze in casa bianconera e che restituisce ai tifosi il loro dieci, quello capace di fare la differenza quando la squadra ne ha più bisogno.




