Death Stranding 2: On the Beach conferma le due opzioni grafiche per PS5, mentre Kojima svela retroscena e curiosità
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dalle prove effettuate in queste ore su Death Stranding 2: On the Beach, è emerso che il titolo di Kojima Productions offrirà almeno le due impostazioni grafiche ormai standard per la generazione attuale: la modalità qualità, che privilegia risoluzione e dettagli visivi, e quella performance, pensata per garantire una fluidità maggiore. Una scelta non sorprendente, ma che conferma come anche il sequel segua le linee guida tecniche già adottate nella versione base di PS5, mentre restano da chiarire eventuali differenze per la variante Pro del console.
Nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata durante il press tour a Tokyo, Hideo Kojima ha approfondito la genesi del progetto, spiegando come la pandemia abbia radicalmente modificato la sua visione iniziale. «Quando ho annunciato il sequel», ha raccontato il game designer, «avevo già cambiato approccio a causa del Covid-19». Un elemento che, inevitabilmente, ha ridefinito il tema portante del gioco: le connessioni umane, già al centro del primo capitolo, assumeranno qui una dimensione ancora più stratificata.
Curiosamente, Kojima ha anche confessato una preferenza personale inaspettata: nonostante sia considerato il padre del genere stealth grazie a Metal Gear, ha ammesso di non prediligere quel tipo di gameplay. «A me non piace giocare in furtivo», ha detto, sottolineando come certe meccaniche siano nate più per esigenze progettuali che per gusto. Una dichiarazione che stupisce, considerando l’impronta lasciata dalla sua serie più celebre, e che aggiunge un tassello inedito al ritratto di un autore sempre incline a sfidare le convenzioni.




