Honor porta un braccio robotico nello smartphone: debutto previsto per il Robot Phone
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il panorama della telefonia mobile, spesso criticato per una certa ripetitività estetica e funzionale, potrebbe trovare una scossa proprio da un prodotto che fino a pochi mesi fa sembrava destinato a rimanere un esercizio di stile. Durante il Mobile World Congress di Barcellona, che si è tenuto nei primi giorni di marzo, Honor ha mostrato in forma definitiva quello che viene definito il “Robot Phone”, un dispositivo che integra un sistema di fotocamere motorizzato, capace di fuoriuscire dal Corpo dello smartphone e di muoversi nello spazio. La novità principale, emersa durante la kermesse catalana, risiede nel fatto che questo concept, annunciato in realtà già nell'ottobre dell'anno precedente, non rimarrà chiuso nei cassetti dei laboratori di ricerca, ma verrà immesso sul mercato. La finestra di lancio, sebbene non ancora puntuale, è stata fissata per la seconda metà del 2026, anche se con una limitazione geografica importante: l'acquisto sarà possibile, almeno in una prima fase, esclusivamente in Cina.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non ci si trova di fronte a un umanoide in miniatura, ma piuttosto a uno smartphone tradizionale nel cui telaio, realizzato con materiali ad alta resistenza, è alloggiato un meccanismo miniaturizzato. Questo sistema, che l'azienda descrive come un gimbal motorizzato a tre assi, consente alla fotocamera da 200 megapixel di estendersi e di orientarsi, offrendo non solo una stabilizzazione ottica superiore, ma anche la possibilità di seguire i soggetti in movimento. L’interazione, come spiegato dai dirigenti del marchio durante la presentazione, non si limita alla sola parte meccanica: l’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nel dialogo tra il dispositivo e l’utente, permettendo allo smartphone di “guardarsi” intorno e di rispondere a comandi contestuali. L'integrazione con l'ecosistema ARRI, inoltre, suggerisce un'attenzione particolare al comparto video e alla resa cinematografica delle riprese, una partnership che mira a professionalizzare ulteriormente l'esperienza d'uso per chi cerca performance di alto livello in mobilità.
Magic V6: il pieghevole che spinge sull'autonomia e sulla sottigliezza
Parallelamente al debutto del Robot Phone, Honor ha messo a punto e lanciato anche il suo nuovo cavallo di battaglia nella categoria dei foldable, il Magic V6. Si tratta di un dispositivo che cerca di superare quelli che storicamente sono stati i principali compromessi di questa tipologia di prodotti: lo spessore e la durata della batteria. Con i suoi 8,75 millimetri da chiuso e un peso che si attesta sui 219 grammi per alcune varianti cromatiche, il telefono si propone come uno dei più sottili della sua categoria, un risultato reso possibile dall'impiego di materiali come l'acciaio “Shield” con una resistenza alla trazione di 2800 MPa, lo stesso utilizzato in componenti aeronautici.
La vera sorpresa, tuttavia, è arrivata con la conferma della capacità della batteria per il mercato domestico cinese. Se la versione globale, presentata al MWC, monta un accumulatore da 6.660 mAh, per la Cina l'azienda ha deciso di osare di più. I modelli top di gamma, in particolare quelli con 16 GB di RAM e 1 TB di storage, sono equipaggiati con una cella al silicio-carbonio da ben 7.150 mAh, stabilendo di fatto un nuovo punto di riferimento per l'autonomia dei pieghevoli a libro. Questa tecnologia, che Honor chiama “Blade Battery” e che era stata mostrata in via sperimentale, aumenta la densità energetica consentendo di inserire più capacità in uno spazio ridotto, grazie a una percentuale di silicio che supera il 30%. Le altre versioni, invece, si fermano a 6.850 mAh, comunque una dote invidiabile che promette di allontanare lo spettro della ricarica serale.
Specifiche tecniche e strategia commerciale a due velocità
Osservando la scheda tecnica del Magic V6, emerge chiaramente la volontà di competere ad armi pari con i top di gamma della concorrenza. Il processore scelto è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, affiancato da due display LTPO OLED con refresh rate a 120 Hz: il principale esterno da 6,52 pollici e quello interno da 7,95 pollici, quest'ultimo con una piega che l'azienda dichiara essere migliorata del 44% rispetto alla generazione precedente. Il comparto fotografico, pur non avendo il braccio robotico del fratello minore, non scherza: tripla camera posteriore con sensore principale da 50 MP, un ultra grandangolare da 50 MP e un periscopico tele da 64 MP in grado di offrire uno zoom ottico significativo.
Sul fronte della ricarica, il dispositivo supporta la ricarica cablata a 80W e, particolare non trascurabile per un pieghevole, una ricarica wireless fino a 66W, oltre alla ricarica inversa per gli accessori. La resistenza a polvere e acqua è garantita dai doppi standard IP68 e IP69, una certificazione quest'ultima che protegge anche dai getti d'acqua ad alta pressione. Inevitabile, a questo punto, notare la strategia commerciale che differenzia i mercati: mentre il Robot Phone debutterà in Cina nella seconda metà dell'anno, anche il Magic V6 segue un percorso simile. I prezzi, partono da 8.999 yuan (circa 1.150 euro) per la versione base, ma l'effettiva disponibilità e i listini per l'Europa devono ancora essere ufficializzati, lasciando intendere che i tempi di attesa per vedere questi dispositivi nelle vetrine occidentali potrebbero essere più lunghi.




