Il Future Ftse Mib si conferma in territorio negativo, cedimenti sotto i 44.000 punti e nuovi target ribassisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sono giornate complesse quelle che sta attraversando Piazza Affari, con il derivato sul Ftse Mib che, dopo aver tentato invano una stabilizzazione, ha proseguito la sua corsa al ribasso, alimentata da un contesto geopolitico che non accenna a migliorare e che, anzi, ha visto un inasprimento del conflitto in Medio Oriente, fattore che, come noto, pesa in modo particolare sugli umori degli investitori. La seduta del 5 marzo, e gli sviluppi successivi, hanno delineato uno scenario in cui la parola d’ordine sembra essere cautela, se non aperta avversione al rischio, con il future che ha chiuso in flessione dell'1,34%, un movimento che, se letto nell'ottica di un ampliamento della trendline discendente, assume i contorni di una correzione che gli analisti tecnici definiscono "controllata", ma che non per questo risulta meno preoccupante per chi detiene posizioni long.

L'analisi dei grafici, in questo frangente, diventa un esercizio quasi obbligato per cercare di districare la matassa di un mercato che appare in balia degli eventi. Il future, dopo aver testato con insistenza l'area di resistenza fissa a quota 46.370 punti, ha dovuto fare i conti con una pressione ribassista che si è fatta via via più prepotente, portando il derivato a violare al ribasso il supporto psicologico, prima ancora che tecnico, dei 44.000 punti, un livello che molti operatori avevano indicato come spartiacque per le sorti di breve periodo. La conferma di questo cedimento, con i prezzi che si sono attestati in area 43.900, ha aperto le porte a nuove proiezioni negative, con i trader che ora concentrano l'attenzione sul successivo sostegno, individuato in area 43.025 punti, un livello che, se violato, potrebbe spingere il mercato verso nuovi bottom, rendendo ancora più impervia la via di una ripresa.

Il peggioramento del quadro tecnico e l’importanza dei 44.000 punti

La settimana che si è appena conclusa verrà ricordata come una delle più difficili per l'indice Ftse Mib, il quale, al netto delle fluttuazioni intraday, ha subito una brusca flessione che lo ha portato dritto verso quel sostegno grafico posto a quota 44.000 punti, un’area che in passato aveva già dimostrato di saper reggere l'urto delle vendite. Questa volta, però, la pressione è stata tale da non lasciare grandi margini di manovra, complice anche il rafforzamento della pressione ribassista registrato dagli indicatori direzionali: il Macd, il Parabolic SaR e il Vortex si sono infatti tutti girati in posizione short, inviando un segnale inequivocabile a chi opera su timeframe brevi. Il quadro tecnico di breve termine, di conseguenza, è oggettivamente peggiorato, con l'analisi quantitativa che restituisce l'immagine di un mercato in balia dei venditori, e non si intravedono, al momento, elementi che possano far presagire un'inversione di tendenza imminente.

Il respingimento dai 45.100 punti e la precarietà attuale

A certificare ulteriormente la debolezza del derivato italiano è stata la seduta di venerdì 6 marzo, quando il Ftse Mib future, con scadenza marzo 2026, ha subito una nuova flessione, alimentata, come spesso accade in queste fasi, dal negativo comportamento del comparto bancario, tradizionale traino o zavorra dell'intero listino. I prezzi, dopo essere stati respinti con decisione dalla soglia dei 45.100 punti, hanno subito una rapida correzione in ambito intraday, scivolando fino a toccare quota 43.700 punti. La situazione tecnica, come è facile immaginare, rimane estremamente precaria: gli analisti sottolineano come un ulteriore, anche minimo, cedimento da questi livelli potrebbe fungere da innesco per una nuova accelerazione al ribasso, con il derivato che andrebbe così a testare il successivo sostegno grafico, situato in una fascia compresa tra i 43.550 e i 43.400 punti. Prima che si possa anche solo iniziare a ipotizzare una risalita di una certa consistenza, sarà quindi necessaria un'adeguata fase riaccumulativa, un processo che richiede tempo e, soprattutto, una tregua dal fronte geopolitico. Il ritorno sopra i 45.700 punti rappresenterebbe, in questo contesto, l'unico segnale di forza in grado di invertire la narrativa corrente.

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